Primo Piano

“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

L'ospedale Landolfi tra sobillatori disfattisti e politici parolai

 

"Ai soliti sobillatori disfattisti che raccontano le loro bugie"....inizia così il post del consigliere comunale solofrano Pio Gagliardi - approdato al civico consesso come consigliere di minoranza e ritrovatosi a sostenere la maggioranza -. Non un esempio di cultura democratica, il post. Si sta parlando dell'ospedale Landolfi e dell'ultima delibera regionale che ne ha ridisegnato l'offerta sanitaria tagliando i dieci posti in pediatria e riducendo il pronto soccorso a punto di primo soccorso. Gagliardi però mette il dito nella piaga quando dice che a protestare oggi sono gli stessi che nel 2018 approvarono la decisione di accorpare Moscati e Landolfi. Impossibile non cogliere un riferimento al sindaco Michele Vignola che salutò come una vittoria il decreto 29, a firma del governatore De Luca, con il quale il nosocomio della cittadina conciaria fu annesso all'azienda ospedaliera. In quella occasione si disse che il decreto era la salvezza del presidio ospedaliero di via Melito, destinato alla chiusura. Prospettiva confermata a più riprese dallo stesso De Luca. Ci si affrettò anche a rassicurare la popolazione sostenendo che non sarebbe cambiato nulla. E che il Landolfi sarebbe rimasto l'ospedale di Solofra. Non si disse, o non si volle dire, che con il decreto l'azienda ospedaliera "acquistava" un ospedale. E che i servizi ora andavano organizzati su due presidi non su uno solo. Intanto il tempo passava. Ed il Moscati non apportava nuovi contenuti al Landolfi. Il nervosismo tra cittadini e politici aumentava. L'indice però era puntato contro Pizzuti, direttore generale del Moscati, non contro De Luca "deus ex machina" della sanità campana.
Poi è arrivata l'emergenza covid. E le elezioni regionali. I cittadini solofrani e montoresi con un consenso "bulgaro" appoggiarono il governatore De Luca, il Pd. E Italia Viva che aveva messo il piede nei consigli comunali delle due città. Italia Viva ha eletto il consigliere regionale VIncenzo Alaia. De Luca ne ha fatto il presidente della commissione regionale sanità. Il Pd il consigliere regionale Maurizio Petracca. Petracca ed Alaia hanno liquidato l'ultima delibera del governatore come il tentativo di evitare di fare del Landolfi la brutta copia del Moscati. E che al Landolfi il pronto soccorso non serve. Il Moscati è lì ad una manciata di chilometri. Meglio puntare su altro. Una tesi che i supporter solofrani e montoresi - anche consiglieri comunali - stanno ripetendo da giorni. Ecco, dunque, spiegato il post di Gagliardi vicino alle posizioni di Alaia.

Ma anche il botta e risposta nell'ultimo consiglio comunale di Montoro tra i consiglieri di maggioranza Antonello Cerrato (Italia Viva) e Luigi Del Regno (Pd). Se da un lato Cerrato loda la posizione prudente del sindaco Girolamo GIaquinto sulla vicenda ospedale Landolfi dall'altro se la prende con quanti si lasciano sedurre dal populismo. Anche qui il riferimento, per nulla velato è al sindaco di Solofra che nelle stesse ore del consiglio comunale montorese stava incontrando i consiglieri regionali - risposero presente solo Petitto e Ciampi - mentre in piazza andava in scena la protesta contro il sindaco e l'amministrazione solofrana. Guai però a pensare che la cautela di Giaquinto, elogiata da Cerrato, possa in qualche modo essere dettata dal sostegno che potrà arrivare tra qualche mese in occasione delle elezioni a Presidente della provincia di Avellino. E sulla vicenda pronto soccorso Cerrato sottolinea: "Il Landolfi ha sempre fatto primo soccorso. Il pronto soccorso è al Moscati". Di segno opposto l'intervento di Del Regno che ricorda come lo stesso Alaia nel 2018 aveva esaltato l'annessione tra Moscati e Landolfi. Ed oggi parla del Landolfi come una brutta copia del Moscati. Luigi De Regno se la prende anche con il Pd che su questa vicenda non prende posizione e lancia una proposta provocatoria: "il Landolfi ritorni con l'Asl". Insomma un clima da tutti contro tutti dove le proposte dal e del territorio per il futuro dell'ospedale solofrano sono assenti. E prevalgono logiche di appartenenze politiche.

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