Primo Piano

Vaccini anticovid nelle aziende agricole, si parte da Montoro

Vaccini nelle aziende agricole, anche l'Irpinia è pronta. Una iniziativa nata dalla collaborazione tra Coldiretti ed Asl Avellino. Questa mattina taglio del nastro per l'hub vaccinale attivato presso la Gb Agricola.

I sampietrini di via Landolfi e via Lavinaio? Non sono sottoprodotti

I sampietrini rimossi da via Lavinaio e via Landolfi? Non sono sottoprodotti.
Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla ditta che - per conto del comune di Solofra - stava eseguendo i lavori.
I cubetti in porfido vengono rimossi e stoccati in un'area di proprietà comunale alla frazione S. Agata Irpina. I controlli dei carabinieri del nucleo forestale fanno emergere delle irregolarità
Quei sampietrini stoccati a S. Agata irpina erano frammisti a scarti di conglomerato bituminoso e di calcestruzzo cementizio oltre a pezzi di guaina bituminosa. C'erano anche residui provenienti da lavori del 2018.
I militari contestano una attività di stoccaggio rifiuti senza alcuna autorizzazione.
L'area viene sequestrata.
Il titolare della ditta incaricata dei lavori produsse due perizie sostenendo che quei cubetti di porfido devono considerarsi sottoprodotto e non rifiuto in forza di quanto disposto dall'articolo 184 ter del codice dell'ambiente.
Fu presentato ricorso al tribunale del riesame. Il giudice scrisse che "se non vi è dubbio che i cubetti portati al laboratorio per le analisi avessero i requisiti di cui all'art. 184 ter del codice dell'ambiente (cessazione della qualifica di rifiuto) " aggiunse però che “è lecito ritenere che i cubetti portati a campione al laboratorio fossero stati ripuliti” da materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio. A differenza di quelli stoccati nell'area. Ed ancora “le consulenze effettuate a campione non possono adeguatamente provare che tutti i cubetti accatastati nell'area di stoccaggio non fossero frammisti a rifiuti (materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio)”. 
In quella stessa area i carabinieri rinvennero anche altri cubetti di porfido frammisti a materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio derivanti da lavorazioni edili eseguite nel 2018 “in relazione ai quali non risulta alcuna delibera del comune di Solofra dalla quale possa evincersi la sua intenzione di venderli.Tale circostanza rende arduo ritenere possa parlarsi di deposito temporaneo in vista di successive operazioni di smaltimento”. Sulla scorta di queste valutazioni il giudice confermò in sede di riesame il sequestro dell'area visto che la libera disponibilità potrebbe consentire “la perpetrazione di ulteriori attività di scarico e raccolta rifiuti in assenza di autorizzazione”.
Si arriva in Cassazione. Il ricorso della ditta è stato ritenuto inammissibile.
Nella sentenza si legge "la mancanza di certezza rispetto al riutilizzo desunta da materiali provenienti da lavori eseguiti nel 2018. Insieme alla necessità di sottoporre i cubetti di porfido per poterli riutilizzare o commerciare a delle operazioni che esulano dalla normale pratica industriale in quanto per la separazione di residui di materiale bituminoso e cementizio non sono sufficienti operazioni preliminari di pulitura e lavaggio escludono che essi, nello stato in cui sono stati trovati possano essere qualificati come sottoprodotti"


amazon