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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Ospedale Landolfi, la Cgil: "Ecco le criticità del presidio ospedaliero"

Ecco le criticità che se non risolte rapidamente mettono a rischio l'ospedale Landolfi di Solofra. Le ha messe nero su bianco la Cgil all'indomani del tavolo di discussione a Palazzo Orsini: la messa in sicurezza dello stabile con adeguamento alle vigenti normative; l'attivazione di un organico dedicato al Pronto Soccorso, medico ed infermieristico che metta in condizione, in particolare i Medici delle U.O. di Medicina e Chirurgia generale di adempiere appieno al loro compito istituzionale, che comporterebbe un abbattimento delle liste di attesa e fra l’altro, per tale personale, la possibilità di fruire dei giusti riposi e aggiornamenti professionali spettanti; l'assunzione di dirigenti medici per l'UOC di Medicina Generale, afflitta da grave carenza di organico. Tale carenza, in parte prevedibile da tempo, per gli attesi pensionamenti, rende impossibile garantire la copertura dei turni h 24"
Ed ancora. "l'assunzione di dirigenti medici per l'UOC di Ortopedia per un garantire adeguati livelli di assistenza;
l’assunzione di personale medico nel servizio di Dialisi che al momento vede in servizio un solo dirigente medico, coadiuvato periodicamente da un collega dell’ U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Cardarelli e talvolta del Direttore dell’ U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’AORN Moscati; la creazione di un servizio di trasporto infermi dedicato fra Landolfi e il Moscati.
"Per noi - scrive la Cgil - la fattiva collaborazione fra Asl e “Moscati” è fondamentale per integrare strettamente l’offerta sanitaria provinciale che deve, soprattutto adesso che il Landolfi in virtù del celeberrimo decreto 29 non è più una struttura territoriale, mirare all’assistenza al cittadino piuttosto che al rispetto pedissequo di norme scritte frettolosamente, che, tra l’altro comunque lasciano a nostro avviso, un margine di interpretazione tale da fare di questo “trapianto” un occasione di rilancio non solo per la struttura sanitaria di Solofra ma per tutto l’indotto sanitario e non solo dell’ambito territoriale, evitando strane “transumanze” e soprattutto basando l’operazione sull’investimento piuttosto che sulla logica del contenimento".