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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Corcosol, il tar al comune: "Inerzia, ora eserciti i poteri sostitutivi per caratterizzazione"

Corcosol, dovrà essere il comune di Solofra a procedere al completamento delle attività di caratterizzazione previsto dal Piano autorizzato con decreto dirigenziale della Regione Campania n. 33 dell’11 febbraio 2015. E' quanto disposto dal tribunale amministrativo regionale. A proporre ricorso all'organo di giustizia amministrativa i soci di minoranza della Corcosol, titolari di azioni per una quota di capitale complessiva pari al 5,84%. Contro la Provincia di Avellino ed il Comune di Solofra.
La Ceris - cessionaria del ramo di azienda della Corcosol comprendente l’insediamento dal febbraio 2017 - si è opposta.
Motivo del contendere l'istanza diffida del gennaio 2019 con la quale i ricorrenti chiedevano al comune di Solofra il completamento delle attività di caratterizzazione disposto, dapprima, dalla Conferenza di servizi del 3 novembre 2016 e, poi, dalla Provincia di Avellino con ordinanza del 26 ottobre 2018 presso l’insediamento industriale in proprietà della Corcosol s.p.a. in liquidazione.
Una diffida, quella della Provincia, che il comune aveva declinato sostenendo che non vi erano gli estremi per l'applicazione dei poteri sostitutivi "in quanto il responsabile delle contaminazioni si è da tempo attivato fornendo agli enti preposti al controllo tutte le indagini i dati e i risultati delle analisi effettuati in sito secondo gli approvati piani di caratterizzazione anche attraverso una notevole estensione ed infittimento ampliamento delle indagini imposte. Al fine della conclusione delle procedure mancherebbe solo da parte del soggetto interessato, ora C.E.R.I.S. s.r.l., la stipula della convenzione da effettuarsi con l'ARPAC per la verifica in contraddittorio delle indagini svolte. Poiché sono state poste in essere dal responsabile della contaminazione interventi di messa in sicurezza di emergenza che hanno bloccato il propagarsi della contaminazione non si comprende a quale fine quest'amministrazione dovrebbe sostituirsi al soggetto responsabile".
Il tar ha però ritenuto sussistere l’obbligo del Comune di Solofra di provvedere in sostituzione della C.E.R.I.S., in vista della definizione dell’avviata procedura di bonifica ambientale. Secondo il tribunale amministrativo, infatti, "la C.E.R.I.S. non risulta aver perfezionato – in termini di esecuzione dei sondaggi quantitativamente programmati e di coinvolgimento supervisionale dell’ARPAC – le attività di caratterizzazione dell’impianto produttivo ubicato in Solofra, così come prescrittole in sede di Conferenza di servizi del 3 novembre 2016". Ed ancora. "E’ evidente, dunque, che, a fronte della perdurante inerzia del soggetto (C.E.R.I.S.) deputato alla bonifica ambientale, il Comune di Solofra non potesse legittimamente sottrarsi all’intervento sostitutivo trincerandosi dietro le attività frattanto poste in essere dal soggetto anzidetto, ancora precarie e lacunose, in quanto ancora non perfezionative della prevista fase di caratterizzazione in contraddittorio con l’ARPAC".
Accogliendo il ricorso, il Tar ha disposto che il comune "previa definizione della proposta variante al Piano di caratterizzazione autorizzato dalla Regione Campania con decreto dirigenziale n. 33 dell’11 febbraio 2015, da sottoporsi alla competente Conferenza di servizi, sarà tenuto a concludere, in sostituzione della C.E.R.I.S., la fase di caratterizzazione della procedura di bonifica ambientale concernente l’insediamento produttivo in proprietà della Corcosol, ubicato in Solofra, alla via Consolazione, quindi, a predisporre e sottoporre alla competente Conferenza di servizi, entro il termine di 120 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, notifica della presente sentenza, un 'Documento di analisi di rischio' basato su indagini complete, svolte in collaborazione con l’ARPAC, in puntuale esecuzione del Piano di caratterizzazione approvato ed eventualmente aggiornato". "Per il caso di perdurante inerzia amministrativa dopo lo spirare del termine dianzi fissato, va nominato fin da ora Commissario ad acta il Prefetto di Avellino o un funzionario da lui delegato, il quale dovrà provvedere entro i 120 giorni successivi alla presentazione di apposita istanza di parte e previa verifica del persistere dell’inadempimento".