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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Asilo di via Fratta, Procura in Cassazione per l'accusa di violenza sessuale

Violenze all'asilo di via Fratta a Solofra, la Procura della Repubblica di Avellino ricorre in Cassazione contro la decisione del Riesame che aveva fatto cadere l'accusa di violenza sessuale a carico di un maestro del plesso scolastico. Rimettendolo in libertà.
Nelle motivazioni della sentenza il Riesame aveva parlato di "un atteggiamento morboso" del docente verso un piccolo alunno dell'asilo ma aveva escluso la violenza sessuale. Il Riesame si era espresso anche in favore di altre tre maestre accusate di maltrattamenti. Per tutti e quattro era stato confermata unicamente la misura della sospensione dall'insegnamento.
Le accuse poggiano sulle immagini delle telecamere sistemate nei locali della scuola di via Fratta dai carabinieri della stazione cittadina agli ordini del comandante Giuseppe Friscuolo. E secondo la Procura della Repubblica sono più che fondate. “Nelle immagini – si legge nel ricorso – l’indagato adagia il bambino sul banco e porta inequivocabilmente la mano nelle parti intime del minore, anche se si tratta di un contatto avvenuto sopra i vestiti. La rilevanza penale del gesto quale atto sessuale è inequivocabile per chi indaga. In un altro episodio, invece, il maestro bacia prima il bimbo sul collo in maniera prolungata e poi termina l’azione con un bacio a timbro sulle labbra“. Ed ancora.
“Anche se si trattasse di pratiche ludiche – sostiene la Procura – esse non trovano assolutamente traccia nelle scuole materne e non appaiono in linea con le finalità educative e pedagogiche cui gli insegnanti di una scuola materna dovrebbero ispirarsi. L’anomalia del gesto lo rende difficilmente inquadrabile in un tipo di gioco praticato in una scuola materna con bimbi di cinque anni“.Da qui dunque la decisione del ricorso in Cassazione.
La Procura chiede con forza l’annullamento dell’ordinanza che ha rimesso in libertà il maestro.
Il legale dell'insegnante - l'avvocato Gaetano Aufiero - ha sempre sostenuto che non vi sia nessun atto di violenza sessuale.