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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Caso sampietrini, il riesame conferma il sequestro dell'area dove erano stoccati

Il riesame ha confermato il sequestro dell'area dove erano stati stoccati i sampietrini rimossi da via Lavinaio e via Landolfi. Si tratta di lavori legati alla ripavimentazione del corso principale di Solofra. I controlli dei carabinieri della stazione cittadina e dei colleghi del Gruppo Forestali risalgono allo scorso luglio.
I sampietrini erano stati stoccati dalla ditta incaricata dei lavori dal comune in un'area di proprietà comunale alla frazione S. Agata ed erano frammisti a scarti di conglomerato bituminoso e di calcestruzzo e di calcestruzzo cementizio oltre a pezzi di guaina bituminosa. Senza “alcuna autorizzazione da parte dell'autorità” Da qui il provvedimento di sequestro emesso dal Gip e confermato dal riesame.
Il titolare della ditta ha prodotto due perizie (una del 28 giugno ed una seconda del 10 luglio) dalle quali si evince che quei cubetti di porfido devono considerarsi sottoprodotto e non rifiuto in forza di quanto disposto dall'articolo 184 ter del codice dell'ambiente.
Il giudice ha scritto che "se non vi è dubbio che i cubetti portati al laboratorio per le analisi avessero i requisiti di cui all'art. 184 ter del codice dell'ambiente (cessazione della qualifica di rifiuto) " ha però anche aggiunto che  “è lecito ritenere che i cubetti portati a campione al laboratorio fossero stati ripuliti” da materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio. A differenza di quelli stoccati nell'area. Ed ancora “le consulenze effettuate a campione non possono adeguatamente provare che tutti i cubetti accatastati nell'area di stoccaggio non fossero frammisti a rifiuti (materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio)”.
In quella stessa area i carabinieri hanno rinvenuto anche altri cubetti di porfido frammisti a materiale bituminoso e calcestruzzo cementizio derivanti da lavorazioni edili eseguite nel 2018 “in relazione ai quali non risulta alcuna delibera del comune di Solofra dalla quale possa evincersi la sua intenzione di venderli.Tale circostanza rende arduo ritenere possa parlarsi di deposito temporaneo in vista di successive operazioni di smaltimento”.
Sulla scorta di queste valutazioni il giudice ha confermato in sede di riesame il sequestro dell'area visto la libera disponibilità potrebbe consentire “la perpetrazione di ulteriori attività di scarico e raccolta rifiuti in assenza di autorizzazione”.
Il sindaco Michele Vignola della sentenza coglie un aspetto positivo: “Il giudice ha riconosciuto che i sampietrini sono da considerarsi sottoprodotto e non rifiuto così come previsto in fase di progettazione”. Ed ancora. “La questione sta tutta nel quantitativo di materiale bituminoso e calcestruzzo frammisto ai cubetti. Siamo fiduciosi in ulteriori sviluppi del procedimento”. Il primo cittadino ci tiene inoltre a sottolineare che il comune non è coinvolto nel procedimento. E che tutto è nella responsabilità della ditta incaricata da palazzo Orsini di eseguire i lavori