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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Alto Calore, De Maio (Filctem Cgil): "Riorganizzazione per tutelare servizi e lavoratori"

Alto Calore, necessaria riorganizzazione.
Ne è convinto Carmine De Maio segretario generale Filctem Cgil.
“Questa provincia – scrive – ha bisogno che il comitato in difesa dell’acqua pubblica, torni ad essere protagonista e fautore d’iniziative che riportino al centro della discussione il destino dell’acqua in Irpinia. Nonostante sia il bacino idrico più importante del mezzogiorno, paradossalmente, L’irpinia rischia di vedersi privatizzare l’acqua per le scelte scellerate della politica avellinese che per anni ha usato la società Alto calore servizi come bancomat e collocamento di dirigenti politici per le campagne elettorali”. “Alto Calore servizi ormai è una società fantasma che vive alla giornata in balìa degli eventi: pagamenti pregressi, decreti ingiuntivi, pignoramenti dei veicoli che ad oggi causa non pochi problemi per gli interventi per il reparto servizi; i letturisti non hanno la possibilità di lavorare né è stato comunicato come organizzarsi per svolgere l’attività quotidiana. A tutto ciò aggiungiamo la perdita mensile di € 700.000 così come dichiarato nell’assemblea dei soci il 29/12/2017, dove ancora una volta i sindaci (dei comuni soci di Acs) di questa provincia sono stati i grandi assenti"."Eppure i dati di una passività così imponente avrebbero meritato un momento di riflessione e discussione per tracciare un percorso volto a mettere al sicuro l’Ente da possibili speculazioni; invece, un minuto dopo aver votato favorevolmente, i comuni hanno cominciato ad inviare decreti ingiuntivi verso la società di cui sono soci, altro chiaro paradosso, esempio lampante di un disegno politico che ancora una volta non tiene presenti gli interessi ed i bisogni di questa terra e dei suoi cittadini. In questa grave situazione non è ovviamente esenti da responsabilità la dirigenza di Acs, che continuano a parlare di possibili soluzioni futuristiche, dimenticando di agire sul presente dimostrando di essere al supino servizio della politica. Come Filctem Cgil, ben coscienti della gravità della situazione, “da mesi stiamo spingendo per la tutela di tutti i lavoratori e dei servizi rivolti ai cittadini, ma amaramente dobbiamo ammettere che non c’è modo di avviare questo percorso, nè di avviare un’ operazione verità nei confronti dei lavoratori perché alla nostra richiesta, viste le enormi difficoltà che non consentono di pagare le spettanze nel giorno previsto ,di spostare il nuovo giorno di pagamento dal 26 al 10 del mese successivo, non abbiamo ricevuto risposta dall’azienda; si è preferito scegliere un giro di parole, questo dimostra come non si voglia affrontare in modo coerente la realtà”.