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Primo Piano

"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Moscati-Landolfi, c'è la delibera di accorpamento. Manca parte della documentazione

Accorpamento Landolfi-Moscati, c'è la delibera. Mancano le carte.
L'atto dell'azienda ospedaliera di contrada Amoretta se da un lato da concretezza alla nascita degli ospedali riuniti irpini dall'altro evidenzia come ci siano ancora dei passaggi da compiere. Il Moscati "si riserva di completare le verifiche ad oggi avviate per l’inventario dei cespiti medicali", e che "dall’analisi della documentazione ricevuta, ha ravvisato certificazioni relative all’impiantistica non del tutto complete, prive ancora di documentazione tecnica di progetto". L’Asl, infatti, ha "successivamente consegnato solamente certificazioni di corretto funzionamento e sicurezza allo stato attuale, sia per le apparecchiature elettromedicali che per gli impianti elettrici e termo idraulici". Non solo. "È assolutamente necessario completare adempimenti quali l’aggiornamento delle certificazioni da parte del comune di Solofra", o le informazioni di dettaglio del fabbricato del 'Landolfi', per esempio "il costo storico dell’immobile". Ed ancora "la documentazione dello stato matricolare del personale, l’elenco della documentazione di radioprotezione, e superare le criticità operative emerse relativamente ai contratti tecnico manutentivi, per assicurare la regolarità e la continuità dell’erogazione del servizio pubblico". L'azienda ospedaliera, dunque, delibera di "subentrare nella titolarità dei beni mobili ed immobili del Landolfi, nei contratti del personale, e nei contratti di fornitura di beni e servizi". Ma con alcune precisazioni: "Sui beni mobili, questo potrà avvenire solo previa verifica e reinventariazione dei beni censiti e l’acquisizione di una copia del documento di valutazione del rischio specifico sulle radiazioni ionizzanti". Per i beni immobili, invece, "previo perfezionamento dell’iter amministrativo previsto per il trasferimento". Si predispone, dunque, "un Piano esecutivo da parte della direzione strategica per l’attuazione", con la nomina di un soggetto attuatore che si avvarrà di un gruppo di lavoro.