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Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

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Niente da fare, senza modifica del piano Asi non è possibile la trasformazione urbana

Distretto industriale - Solofra
Una pronuncia del tar rischia di mettere in crisi l'applicazione del nuovo piano urbanistico comunale di Solofra. Una azienda conciaria di Solofra ha impugnato davanti al tribunale amministrativo la nota emessa dal suap di palazzo Orsini nel maggio del 2017 con la quale lo sportello attività produttive diffidava l'azienda ad intraprendere attività conciaria - la dia era del 2014 - perchè il fabbricato era in una zona che l'adottato puc di Solofra individua come di riconversione. L'azienda solofrana, difesa dall'avvocato Dario Gioia, si è opposta spiegando come "l'articolo 94.18 delle norme di attuazione del puc di Solofra consentono espressamente di insediare le attività ammesse dal piano regolatore territoriale Asi nelle more degli interventi di riqualificazione urbana attraverso l'attuazione degli ambiti di trasformazione urbana, la disciplina contenuta nell'adottato puc non avrebbe potuto retroagire a discapito delle edificazioni ex ante realizzate e delle attività ivi ex ante localizzate ed avviate". Una impostazione che il tar ha condiviso evidenziando come "l'articolo 94.3 delle norme di attuazione dell'adottato puc di Solofra per gli ambiti ricadenti in area Asi hanno effetto subordinatamente a modifiche normative del vigente piano Asi a seguito di variante o eventuale nuova elaborazione".
Non solo. Il giudice amministrativo scrive ancora: "Posto che la programmata riqualificazione/rigenerazione urbana risulta subordinata dall’adottato p.u.c. di Solofra alla modifica parziale o alla rielaborazione integrale del vigente p.r.t. ASI, le previsioni dettate – e testualmente qualificate in termini di “indicazioni” – dallo strumento urbanistico generale con riferimento ai comparti ATS non possono assurgere al rango di misure salvaguardia generalizzate, preclusive anche della sola localizzazione di attività produttive in stabilimenti già esistenti in zona omogenea tuttora classificata D.1 (industriale), ancorché destinata a divenire ATS consolidata di riconversione in seguito all’approvazione del p.u.c.". E "seppure le previsioni di stralcio dei comparti ATS dalla disciplina recata dal p.r.t. ASI fossero considerate alla stregua di clausole di salvaguardia generalizzate e immediatamente operanti, esse, siccome divenute efficaci a decorrere il 5 dicembre 2016 (data di pubblicazione sul B.U.R.C. n. 82 dell’avviso di adozione del p.u.c. di Solofra con delibera giuntale n. 206 del 21 novembre 2016), non avrebbero potuto, comunque, incidere retroattivamente sulla vocazione funzionale già consolidata in capo ai locali dell’opificio"