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Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

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Solofra, Sel-Si: "nel nuovo puc tanto cemento ma poco sviluppo"

Sel -Si circolo Solofra-Montoro
Il circolo Sel - Si "Solofra Montoro" boccia il nuovo piano urbanistico comunale: "la città di Solofra negli ultimi decenni ha visto un incremento esponenziale dell’edilizia, sia nel settore privato che in quello degli insediamenti produttivi; hanno giocato un ruolo determinante il volano della ricostruzione post terremoto e il boom produttivo degli anni ottanta e novanta. L’espansione urbana, anche disordinata, fino alle zone pedemontane e, pericolosamente, lungo il corso della Solofrana, la delocalizzazione delle vecchie concerie del centro storico nella zona industriale a valle sono stati gli eventi più macroscopici di una fase storica che ha visto scomparire quasi tutta la superficie libera (in parte anche agricola). L’antico tessuto urbanistico è stato stravolto dalla cancellazione di edifici e agglomerati che costituivano veri microcosmi urbani e rurali anche di pregevole fattura La nuova programmazione urbanistica, partendo dall’esistente, dovrebbe avere come imperativo l’arresto del consumo di suolo, il recupero o ricostruzione dei fabbricati ancora inagibili e fatiscenti; si dovrebbe puntare anche ad una razionalizzazione nella destinazione/dimensionamento degli opifici industriali e artigianali"."Su quest’ultimo punto, bisognerebbe valutare se è ancora opportuna la permanenza nell’A.S.I. e se hanno ancora ragione di esistere le condizioni di adesione ad un ente ormai agonizzante dal punto di vista sia finanziario che programmatico. Il PUC adottato con delibera della Giunta Comunale n. 206 del 21/11/2016 sembra andare in direzione contraria. A smentire il dichiarato intento di fermare il consumo di suolo basta esaminare due fattori: 1) l’uso improprio della perequazione urbanistica; 2) le previsioni decisamente sovrastimate di crescita demografica. 1) Lo strumento della perequazione, infatti, con la possibilità di sganciare i diritti edificatori dalla proprietà del suolo, è stato concepito per evitare distorsioni in aree urbanisticamente omogenee, in particolare in quelle di espansione, e consentire una efficiente dislocazione di servizi e infrastrutture ad esse funzionali. Nella prassi che si va consolidando - e il PUC di Solofra lo conferma - purtroppo si fa un uso improprio di detto strumento. Con l’utilizzo delle c.d. aree di “decollo” e di “atterraggio”, si consente, di fatto, di garantire a queste ultime, oltre ad un incontrollabile credito fondiario (sinonimo di speculazione), una sicura destinazione di espansione più libera rispetto alla zonizzazione del vecchio PRG, che in quelle zone prevedeva il lotto minimo di intervento di 8.000 mq. Si pensi alle zone Castello, Carcarella e Vigne tra l’altro interessate da episodi di abuso edilizio. 2) Le statistiche della relazione sul dimensionamento fanno riferimento all’ultimo censimento del 2011, senza alcun aggiornamento sul periodo successivo che, a seguito del protrarsi della crisi economica, che non ha risparmiato il distretto solofrano, fanno registrare un ulteriore incremento di immobili vuoti o invenduti. Contraddittorio, da una parte, è affermare che nessun incremento di popolazione possibile sia legato allo sviluppo dell’attività manifatturiera, mentre si fa derivare un maggiore fabbisogno abitativo dai settori del turismo, commercio e terziario, quando l’andamento di questi ultimi due in particolare è inevitabilmente relazionato alla concia. L’ andamento demografico conferma quanto siano azzardate le proiezioni su cui si basa: basti il dato ufficiale Istat della Campania che al 2011 aveva una popolazione di 5.834.056 abitanti, ridotti a 5.808.665 nel 2016, con previsione di ulteriore calo nel 2024 (anno preso come riferimento nella relazione) a 5.718.659 abitanti. Eppure con queste premesse, il futuro P.U.C. dovrebbe garantire da qui al 2024 un incremento da un minimo di 718 ad un massimo di 973 alloggi per un aumento della popolazione stimato dagli attuali 11.853 a ben 13.479, in cui fa “brodo” anche il presunto rientro di residenti all’estero. Insomma, al di là degli aspetti più strettamente tecnici e di merito su cui pure si dovrà discutere, sembra evidente che il nuovo P.U.C. di Solofra , tra l’altro adottato da una giunta a fine mandato con tutte le implicazioni “elettorali” che ne conseguono, dietro il paravento di un’impostazione conservativa e di tutela del territorio, prepari una nuova e forse definitiva ondata di cemento. Si favorirà soltanto qualche rendita di posizione, si gonfierà la bolla immobiliare con ripercussioni negative su un settore edilizio già sofferente, senza sciogliere i nodi che imbrigliano una possibile ipotesi di sviluppo del distretto" .