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"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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VIDEO - Solofra, la protesta delle donne in difesa del "Landolfi

La protesta al "Lanfolfi"
La signora Gina questa mattina era tra le donne che hanno manifestato davanti all'ospedale Landolfi di Solofra per la sospensione al parto indolore e per il taglio dei servizi ambulatoriali. Fra qualche mese la signora Gina dovrà partorire ma per farlo è stata costretta a scegliere un'altra struttura ospedaliera, non l'ospedale “Landolfi”. Perchè? Perchè al presidio ospedaliero solofrano è stata sospesa, per l'ennesima volta, la partoanalgesia. “Io ci tenevo a partorire a Solofra, spiega, anche perchè è in questo ospedale che sono nata. Però non c'è la partoanalgesia e per questo preferisco andare a partorire altrove”. Uno smacco.E si rasenta il paradosso se si considera che Solofra arriva da mesi di proteste per tenere aperto il punto nascite a rischio chiusura per non aver raggiunto il traguardo di almeno cinquecento parti annui.
Nel piano ospedaliero ora al vaglio del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia il “Landolfi” ha ottenuto la deroga. Il problema della permanenza del punto nascite però rischia di riproporsi nel 2017 quando la soglia dei parti minimi si alzerà a mille. Perchè? “Nessuna donna sceglierà di partorire a Solofra considerando che la partoanalgesia è sospesa”. A parlare è Michela Vignola presidentessa del comitato Pro Ospedale. “E lo stesso discorso vale per i servizi ambulatoriali sospesi. La domanda che facciamo è questa: come è possibile pensare di attivare altri servizi, penso ai quattro posti di terapia intensiva, se poi si fa fatica a mantenere attivi ambulatoriali”. Ed ancora. “E' necessario quindi riattivare il parto indolore ed i servizi ambulatoriali prima di pensare ad altro”.
“In questa vicenda, rilancia il sindaco Michele Vignola, siamo costretti a registrare uno scaricabarile tra ospedale ed Asl. Gli uni lamentano di essere stati privati di risorse dall'Asl mentre Ferrante sostiene che tutto si può fare perchè dipende dall'organizzazione interna dell'ospedale. Vorrei ricordare però a Ferrante il personale dell'ospedale Landolfi di pende dall'Asl e non dal comune di Solofra. Noi comune, e ringrazio il sindaco Mario Bianchino ed il sindaco Gaetano De Feo che sono qui questa mattina con noi, non vogliamo entrare in queste diatribe interne. A noi interessano i diritti dei pazienti, il territorio”. Ed ancora. “Nell'incontro dello scorso mese di marzo Ferrante ha annunciato in pompa magna la ripresa della specialistica ambulatoriale con sette unità a 38 ore. Ora mi si dice che l'avviso pubblico non ha avuto esito positivo ma non compete a me sapere come mai l'avviso pubblico non ha avuto esito positivo. Io so soltanto che non ci sono le risorse che vengono promesse”. Marco D'Acunto, Fp Cgil, tira in ballo la deputazione irpina in Regione Campania che “qui dice una cosa ed a Napoli se ne fa un'altra”. Ed ancora. “I commissari dovrebbero far conoscere qual è il piano del fabbisogno di questo territorio trasmesso a Napoli, se c'è. Il problema è che non c'è e quindi tutte le scelte che si fanno sono motivate unicamente da una logica ragionieristica alla quale va aggiunto il dolo di far entrare in questo circuito complessivo il privato”. Rispetto alla vicenda Solofra: “Invece di chiedere il ripristino delle prestazioni aggiuntive possiamo sapere quanto sono costati gli anestesisti che hanno fatto le notti qui negli ultimi cinque anni, a seicento euro a notte? Perchè quei soldi non li spostiamo così da permettere l'assunzione degli anestesisti che sono qui? Il punto vero è che l'Asl non ha mai fatto una analisi del fabbisogno di personale in provincia di Avellino”