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Primo Piano

"Landolfi", ricorso al Tar: Avellino con Solofra

Ospedale "Landolfi", il comune di Avellino si è unito a quello di Solofra nel ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che ha rimodulato i servizi del nosocomio della cittadina conciaria. A renderlo noto il sindaco del comune capoluogo Gianluca Festa. L’avvocato Marcello Fortunato

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Sin o sir non importa, la Regione scrive: ora approntate i piani di indagini preliminari !

Siti di interesse nazionale
Siti di bonifica, la Regione Campania si fa sentire. Sul territorio solofrano sono stati individuati, nell'ambito della sub-perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale "Bacino Idrografico del Fiume Sarno" (Legge n. 266 del 23 dicembre 2005, D.M. 11 agosto 2006), 166 siti potenzialmente inquinati e da sottoporre a bonifica. In massima parte si tratta di aziende ed opifici ma anche di siti di proprietà comunale.
Nel 2013 a seguito del decreto ministeriale numero sette quello del Sarno è passato da sito di bonifica di interesse nazionale a sito di bonifica di interesse regionale. L'amministrazione comunale di Solofra aveva salutato positivamente il declassamento. Ed anzi palazzo Orsini premeva per un taglio al numero dei siti individuati nella subperimetrazione. Questo accadeva qualche anno fa, prima che il territorio solofrano scoprisse di doversi confrontare con un'altra emergenza ambientale: la contaminazione della falda acquifera da tetracloroetilene. Una emergenza che è ancora lì. Si è ancora in attesa dei fondi per il piano di caratterizzazione al quale dovrà poi seguire la bonifica. Tornando ai siti di interesse regionale: in questi giorni la Regione Campania sta facendo recapitare a quanti insistono sui sir una comunicazione con la quale chiede che venga effettuato un piano di indagini preliminari per verificare se vi è o meno una contaminazione ambientale visto che come è evidenziato nella comunicazione: “non tutte le aree ricadenti nella perimetrazione ex-sin necessariamente debbano essere oggetto di contaminazione ambientale”. Nel frattempo però i titolari delle aree dovranno mettere mano ad un piano di indagini preliminari per accertare l'eventuale contaminazione del sito