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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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Save the children: La Campania non è un Paese per mamme

Mamma
Come è difficile essere mamma in Italia. Il dato viene dal rapporto di Save the Children. E, manco a dirlo, sono le regioni del Mezzogiorno quelle dove è più difficile tirare avanti: Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria. I mali? Hanno i nomi di disoccupazione, poche nascite e disservizi. Le donne in Italia hanno in media 1,4 figli, un tasso di fertilità tra i più bassi d’Europa e inferiore a quello necessario per il ricambio generazionale, che è pari a 2,1 figli per donna.
A crescere, invece, è l’età delle mamme: 31,5 anni, mentre nel 1995 il primo figlio nasceva quando la madre aveva 29 anni. La crisi economica non semplifica la situazione. Il mercato del lavoro in Italia esclude la metà delle donne tra i 25 e i 64 anni, mentre in Europa solo 1 su 3 trova chiuse le porte dell’occupazione. E va peggio in caso di figli: “Tra i 25 e i 49 anni il tasso di occupazione materna con 1 figlio è pari al 58,6%, ma si ferma a 54,2% se i figli sono 2, e non supera il 40,7% con 3 o più figli”. Un dato sbilanciato rispetto agli uomini occupati, rispettivamente all’81,7%, 86,2% e 81,6%. Anche quando lavora 1 madre su 3 si ritrova a fare ricorso al part-time, percentuale che cresce con il numero dei figli. L’8,7% delle mamme poi, ha sperimentato un licenziamento forzato in caso di gravidanza, e la percentuale delle dimissioni in bianco sale ulteriormente se si tratta delle donne più giovani. Il lavoro, poi, non è uguale per entrambi i sessi. “Bisogna tenere anche conto dei fenomeni disgregazione orizzontale, per cui le donne lavorano in settori economici diversi da quelli degli uomini (servizi, cura e relazione con le persone), del differenziale salariale (6,5% nel 2014), e della segregazione verticale in termini di percorsi di carriera (le donne costituivano solo il 27,6% sul totale dei dirigenti nel 2015)”. Non sorprende, quindi, che quasi la metà delle mamme che lavorano, cioè il 42,7%, abbia difficoltà nel conciliare l’impiego con le cure familiari. “Difficoltà che non raramente portano all’abbandono del lavoro, che coinvolge il 30% delle madri con meno di 65 anni, e in più della metà dei casi è dovuta alla nascita di un figlio”.