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Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

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Usura e fatture false a Solofra: Per un prestito interessi da 4500 euro a settimana

Soldi
Interessi per un ammontare di 4500 euro a settimana. Ecco quanto era costretto a pagare un imprenditore finito nella rete degli usurai al centro dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino e che ha portato ad indagare ventotto persone. Uno dei casi venuti fuori dalla ricostruzione dei fatti operata dai carabinieri della stazione di Solofra coordinati dal luogotenente Giuseppe Friscuolo risale al periodo tra l'aprile del 2015 ed il febbraio del 2016. In questo lasso di tempo l'imprenditore conciario finito nelle grinfie dei quattro cravattari sarebbe stato costretto a pagare interessi di 4500 euro a settimana a fronte di un prestito da novantacinquemila euro ottenuto in più tranche. Interessi che, calcolati su base annua, arrivano a sfiorare un tasso di interesse di circa il 240%. E quando i pagamenti tardavano ad arrivare il gruppo di strozzini non hanno esitato a lanciare minacce sia al suo indirizzo che ai suoi familiari. I militari della stazione di Solofra, nel corso delle indagini, hanno riscontrato un secondo caso di usura sempre ai danni di un imprenditore. La vicenda si è consumata tra l'aprile del 2013 ed il mese di novembre del 2015. Due anni di minacce e richieste pressanti e sempre più esose. Almeno cinque o sei le vicende, ad un mese dal prestito, nelle quali i due presunti strozzini sarebbero riusciti ad ottenere la restituzione di somme di danaro per un tasso di interesse di circa il 130% rispetto alla somma prestato. A questo quadro accusatorio si aggiunge poi quella della evasione fiscale e delle false fatturazioni. In questo caso, secondo la Procura ed il sostituto procuratore Vincenzo D'Onofrio titolare dall'inchiesta, ad operare era una vera e propria associazione a delinquere che forniva indicazione alle imprese, operanti nel settore conciario ma anche in altre aree merceologiche, su come falsificare le fatture. Una falsa fatturazione che valeva all'incirca sedici milioni di euro. Estorsione, usura, false fatturazioni per circa sedici milioni di euro.