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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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Usura e false fatturazioni per 16 milioni di euro. 28 indagati tra Solofra e Montoro

Carabinieri
Estorsione, usura, false fatturazioni per circa sedici milioni di euro. Queste le ipotesi di reato al centro dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino e che vede coinvolte, a vario titolo, tra i territori di Solofra e Montoro, ventotto persone. I carabinieri del comando provinciale di Avellino, coordinati dal maggiore Francesco Mortari, nelle scorse ore sono stati impegnati in una serie di perquisizioni all'interno di aziende del polo conciario solofrano ed abitazioni private. Non solo. I militari hanno anche proceduto all'acquisizione di documentazioni e fatture negli studi commerciali. A dare il là all'inchiesta sono state le indagini condotte sul territorio dai carabinieri della stazione di Solofra coordinati dal luogotenente Giuseppe Friscuolo. Il giro di false fatturazioni per operazioni inesistenti sul quale sta indagando il sostituto procuratore della Repubblica il dottore Vincenzo D'Onofrio ha un valore di circa sedici milioni di euro. Una mole di false attestazioni che ruota attorno ad aziende operanti nel settore dell'industria conciaria e non solo. Quattro delle persone coinvolte nell'inchiesta sono indagati anche per associazione a delinquere finalizzata alla falsa fatturazione. Altri quattro sono indagati per usura, tentata estorsione e truffa. Dieci per usura e tentata estorsione ed altri quattordici sono indagati a vario titolo per sospetta complicità nel giro delle fatture gonfiate. Nell'inchiesta della magistratura avellinese sono finite anche persone che hanno già avuto precedenti specifici per truffe legate a false fatturazioni attestanti operazioni commerciali mai svolte. Ulteriori particolari potrebbero ora emergere dalla documentazione acquisita nel corso delle perquisizioni all'interno delle aziende e delle abitazioni private. Oltre che negli studi commerciali. 
Tribunale di Avellino
Un territorio fragile, quello solofrano. Assai esposto al fenomeno dell'usura e dell'estorsione L'ultima operazione risale allo scorso mese di ottobre quando gli agenti della squadra mobile di Avellino fecero scattare le manette ai polsi di una coppia di coniugi che a più riprese aveva minacciato un imprenditore al fine di farsi consegnare ventimila euro. E nel 2012 le attività investigative condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avellino e della Stazione Carabinieri di Solofra – con l’ausilio di quelli della Stazione di Montoro Superiore – avevano permesso di accertare trarre in arresto tre persone che, in concorso tra loro e al chiaro fine di procurarsi un ingiusto profitto, avevano esercitato varie pressioni sul titolare di un'azienda per la lavorazione del pellame, per estorcere una somma di ben 150.000 € derivante da una precedente attività di usura risalente addirittura al 2004