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Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

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Solofra, Legambiente: "Avevamo ragione, la discarica andava bonificata prima di lavorare al nuovo pozzo"

Legambiente
“La discarica di località Scorza ed il pozzo senza fine”. Il circolo cittadino di Legambiente ritorna sulla questione acqua e sull'emergenza tetracloroetilene. “Nel Comune di Solofra, dopo l’emergenza idrica, avutasi a seguito della contaminazione della falda riscontrata nel mese di gennaio 2014, si legge in una nota dell'associazione ambientalista, sono stati chiusi due pozzi a uso idropotabile (Consolazione e Eustacchio). Il Comune di Solofra nel mese di ottobre 2014 ha avviato l’iter burocratico per la realizzazione di un nuovo pozzo idropotabile". Il Circolo "Soli Offerens", il 3 febbraio 2015, rispetto alla localizzazione dell’area proposta dal Comune di Solofra, aveva formulato alcune osservazioni. Aveva precisato che l’area di intervento si posiziona a valle idrogeologica dell’ex discarica Comunale Scorza, in località Chiammarano, censita con la Perimetrazione del SIN “Bacino Idrografico del Fiume Sarno”. La discarica in questione, in funzione per circa un ventennio (anni 70-80) è caratterizzata dall’assenza di bonifica e di messa in sicurezza. La Provincia di Avellino nel dare l’autorizzazione alla ricerca delle acque sotterranee si è pronunciata in tal modo 'In merito alle osservazioni presentate dal Circolo Vol. Legambiente “Soli Offerens” con sede in Solofra, si ritiene le stesse non influenti ai fini della presente autorizzazione (ricerca di acqua sotterranea ai sensi dell’art.92 del T.U.1775/33). Le stesse saranno trattate al momento dell’eventuale istruttoria di concessione ai sensi dell’art.6 del T.U.1775/33'”. 
La discarica ed il pozzo
“Con la determina del Comune di Solofra n.78 del 21.03.2016 “Piano di caratterizzazione sito località Chiammarano”, apprendiamo che “la Regione Campania con nota prot. n°633754 del 13.09.2013, assunta al protocollo comunale in data 19.09.2013 al n.15284 comunicava”, in seguito ad esplicita richiesta dell’Amministrazione Comunale, “che tale discarica non poteva essere inserita nel Piano Regionale di Bonifica dei siti inquinati in quanto non esisteva una specifica documentazione analitica del superamento dei valori di rischio e che il Comune doveva avviare le procedure per la caratterizzazione e bonifica dell’ex discarica comunale” attività richiesta anche successivamente “con nota prot. n°90841 del 10.02.2015”. L’Amministrazione Comunale determina di fatto “Di affidare al Prof. Ing. Vincenzo Belgiorno, ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università di Salerno (…), l’incarico per la redazione del piano di caratterizzazione, ai fini della messa in sicurezza ed eventuale bonifica del sito di località Chiammarano, oggetto di discarica dei rifiuti solidi urbani. L’importo di tali spettanze tecniche, per la redazione del piano di caratterizzazione del sito di cui al punto 2), è pari ad €uro 10.000,62”. “Comprendiamo le difficoltà, legate all’approvvigionamento dell’acqua e sappiamo anche l’importanza e l’urgenza di trovare nuove fonti idropotabile, ma l’attività di ricerca delle acque del futuro pozzo in località “Scorza”, sta assumendo dimensioni temporali molto lunghe, insieme ai dubbi su quali siano le cause di tali lungaggini e soprattutto al cambiamento negativo in atto in uno dei luoghi più belli e cari ai Solofrani. Fatto sta che la discarica, così come da noi segnalato, ora come ora, diviene un sito da caratterizzare per sapere quali rifiuti realmente ha ospitato negli anni e per conoscere l’attuale condizione, e in seguito procedere alla messa in sicurezza ed all’eventuale bonifica. Tutte queste operazioni andavano fatte molto prima degli stessi interventi di ricerca di acqua alla Scorza”.