amazon

Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

amazon

Acqua e gestione, l'Irpinia con il sogno del pubblico e l'incubo della gara

Acqua
"Sarò un uomo fortunato se il 29 di questo mese non sarò più a capo dell'Alto Calore. Quando fui eletto avevo un consenso del 90% ma appena si è aperto il discorso sull'aggregazione il sostegno alla mia funzione è diminuito, adesso la mia riconferma è in discussione. Bene così,vedremo cosa accadrà. I 'profittatori' dell'acqua pubblica dimenticano che ho mantenuto il debito di Acs allo stesso livello durante tutto il mio mandato, a 118 milioni. È stata una cosa difficilissima. Ho pronunciato parole chiare su debiti e contenziosi, ora restituisco un'azienda che è in grado di fare sviluppo. Ma non capisco perché si sta combattendo, Acs è ridotta a uno straccio". Lo sfogo del presidente di Alto Calore Raffaello De Stefano avviene a margine della conferenza organizzata dall'Ordine degli Avvocati di Avellino e dell'Associazione Irpinia Ritrovata dal nome "Sulla Gestione del Servizio Idrico Integrato nel distretto Irpinia-Sannio". Un'occasione per fare chiarezza sulla nuova legislazione regionale e sul destino dell'azienda pubblica Alto Calore Servizi, alla quale viene richiesta una radicale trasformazione proprio in virtù di quella norma.
"A tutti i sostenitori dell'acqua pubblica che vengono a fare campagna elettorale qui vorrei dire che è facile avere le tariffe basse e fare 40 milioni di utili con l'acqua che non si paga – prosegue De Stefano, riferendosi ad Abc, l'azienda specialenapoletana guidata da Maurizio Montalto - a tutti i filosofi irpini che per questioni politiche portano Abc ad Avellino vorrei ricordare che quest'azienda, i cui vertici sono impegnati in battaglie a favore dell'acqua pubblica, ha fatto decreto ingiuntivo contro Acs per due milioni di euro. Montalto si fa bello perché a Napoli la tariffa costa la metà. Grazie. Lui non assicura i contatori singoli, non paga 400 operai che si occupano delle fognature, mentre la depurazione tocca alla regione. Il servizio idrico integrato, intuizione di Acs, ha invece tutti i costi, dalla depurazione alle fognature, all'energia elettrica e al personale. Sono stato costretto con difficoltà a prepensionare qualcuno, inoltre non abbiamo letturisti. Quella nostra con Abc è una lotta impari". Anche i sindaci sono intervenuti per testimoniare la loro posizione rispetto a una questione che li riguarda direttamente, siccome tutti i comuni della provincia di Avellino sono proprietari di un pacchetto di azioni di Alto Calore. Ferruccio Capone, primo cittadino di Montella ha espresso il suo consenso per una soluzione che contempli l'elemento pubblico: "Se Acs non ha le condizioni per l'affidamento allora la gara sia l'ultima ipotesi. Se ci sono i requisiti si proceda per una soluzione in house. Bene anche l'aggregazione, ma solo se si lavora in concorso con un soggetto pubblico". Esperienza diversa quella che testimonia Michele Vignola, sindaco di Solofra, dove l'acqua viene gestita in autonomia tramite una società mista privata-pubblica-azionato popolare: "Tuttavia stiamo lavorando – assicura – per rilevare la parte di titoli in mano ai privati per rendere la società al 100% pubblica. Inoltre abbiamo ottenuto una deroga per mantenere l'autogestione e non entrare a far parte dell'Ato". "La concessione dell'acqua potabile non è qualcosa che si può cambiare come un biglietto del tram ma deve durare quanto la vita della città – per Francesco Lettera, avvocato dello Stato e presente all'incontro in qualità di esperto. "Il canone che viene pagato per l'acqua – continua - è espressione della ricchezza del territorio e sul territorio deve tornare come investimento, senza fare finanza pubblica. Se consentiamo al gestore di svolgere tutte le manutenzioni straordinarie iscrivendole nel proprio bilancio alla fine gli impianti diventeranno di sua proprietà, ed è sbagliato, perché non possiamo espropriare le comunità di un elemento fondamentale come l'acqua. Questo dicono la Costituzione e l'Europa, che individua negli enti locali la proprietà degli acquedotti". Tra gli altri presenti, sono intervenuti Carmine Ragano sindaco di Santo Stefano, Marino Sarno di Volturara, Maria Teresa Fontanella di Sorbo Serpico e Ciro Tango di Cesinali, mentre hanno relazionato sul tema il presidente dell'ordine degli avvocatiFabio Benigni, il geologo Sabino Aquino, il presidente dell'associazione Irpinia Ritrovata Gerardo Troncone e l'avvocato Maurizio Balletta. (Fonte: Il Ciriaco)