Primo Piano

“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

VIDEO - Emergenza pce, i sindaci contro la Procura della Repubblica

Convegno Legambiente
Il convegno di questa mattina su emergenza ambientale da tetracloroetilene a Solofra e Montoro, promosso da Legambiente, è servito a far emergere in maniera chiara alcuni concetti. Innanzitutto la bonifica, così come evidenziato nel suo intervento dal professore Marco Petrangeli Papini de “La Sapienza” di Roma, è un procedimento “del quale né noi né i nostri figli vedranno la conclusione”. Il secondo dato è che prima di parlare di bonifica risulta prioritario individuare la sorgente della contaminazione. Nel caso di Solofra e di Montoro l'individuazione della sorgente della contaminazione non è ancora avvenuto. E non è avvenuto perchè il piano di caratterizzazione è piombato in una sorta di paradosso burocratico per il quale il quadro degli interventi è stato approntato (nelle varie conferenze dei servizi susseguitesi dal 2014 al 2015 è lievitato anche il costo passando da trecentocinquantamila euro a quasi un milione e mezzo di euro), l'Ato Calore Irpino incaricato dai comuni di Solofra e Montoro ha espletato la gara ed ha proceduto all'aggiudicazione provvisoria ma non può procedere all'aggiudicazione definitiva. Nel frattempo infatti il 2015 è terminato e con l'arrivo del nuovo anno non sono più utilizzabili i fondi per l'accelerazione della spesa che dovevano finanziare il piano.
E quindi? E quindi tutto fermo in attesa che la Regione metta a disposizione altre risorse. Ed il tetracloroetilene? Ed il tracloroetilene se ne sta lì ed essendo più pesante dell'acqua va giù fino a quando nel suolo non trova uno strato impermeabile dove si stratifica. E la contaminazione dell'acqua? Rappresenta quella porzione di tetracloroetilene, piccola, che viene rilasciata nell'acqua e che viene rilevata all'atto delle analisi. I mezzi per bonificare la falda ci sono. Pur con la bonifica il pozzo contaminato da tetracloroetilene va chiuso, ne va cambiata la destinazione e lo si passa ad uso industriale, perchè ribadisce il professore Marco Petrangeli Papini “non c'è verso di scendere sotto il microgrammo litro” che è il limite fissato per legge per l'emungimento. Non sono mancati durante lo sviluppo della discussione degli accenti polemici. Secondo il dottore Aquino, ex geologo dell'Alto Calore, quello che ha interessato Solofra e Montoro è stato uno sversamento occasionale e questo perchè “nel giro di un mese i valori di tetracloroetilene si sono abbattuti. In località Chiusa, addirittura, il tetracloroetilene è arrivato ad un valore 1,4 microgrammo per litro. Se noi avessimo avuto la possibilità di spurgare il pozzo avremmo di certo recuperato l'acquifero”.
Il sindaco di Solofra Michele Vignola, dal canto suo “in tutta questa vicenda quello che è mancata è stata la ragionevolezza. Noi scontiamo una Regione latitante che per quanto sia competente in materia è assolutamente latitante. E poi scontiamo le paure ed i dogmi, in questa vicenda è entrata anche la Procura della Repubblica. Paure e dogmi che hanno bloccato le decisioni di chi doveva decirere”. Dello stesso segno il parere del sindaco di Montoro Mario Bianchino: “Noi ci siamo fermati o meglio è venuta una silente, inespressa imposizione allo stop perchè il clima plumbeo che mette in essere streghe e veleni è il peggiore allorchè vanno assunte delle decisioni. E' come dire: attenti a quello che dite ed a quello che fate. Ma noi dobbiamo trovare una soluzione”. A prendere la parola anche Lucio Guarino rappresentante del Cna: “Dobbiamo capire cosa sta succedendo sul nostro territorio. Se l'amministrazione avesse fatto il censimento delle aziende operanti sul territorio forse ci sarebbe un maggiore controlli e non ci sarebbero fenomeni di sversamenti abusivi”. Franco Fiordellisi della Cgil: “Abbiamo chiesto alla Prefettura di Avellino di sapere costa sta avvenendo su questo territorio. Un territorio che ha lasciato morire la certificazione ambientale di qualità Apo Emas”. Il sindaco Vignola non ha visto la conclusione del dibattito visto che ha preferito lasciare la sala. E poco fuori ha sbottato: “è troppo semplice parlare ora. Dove erano tutti quando eravamo gli unici ad assumerci le responsabilità ed a firmare gli atti?”

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