Primo Piano

“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

Taser, botte e minacce, così vessavano le vittime. Tre usurai in manette

Le armi sequestrate dai carabinieri
Botte, minacce, uno storditore elettrico. Sono alcuni dei mezzi utilizzati ai danni di un commerciante irpino finito nella morsa degli usurai. L'ultimo episodio: il malcapitato è stato picchiato selvaggiamente, trascinato con la forza in un luogo isolato e lì abbandonato ancora sanguinante. La vittima ha però trovato la forza di denunciare gli strozzini alle forze dell’ordine che nella giornata di ieri hanno arrestato tre persone – un imprenditore di 45 anni e due commercianti (padre e figlio di 44 e 25 anni) dell’hinterland avellinese – responsabili di usura, estorsione, sequestro di persona e lesioni personali. Due degli indagati, pregiudicati, sono finiti in carcere mentre il terzo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Ad eseguire le indagini e gli arresti i Carabinieri di Avellino, coadiuvati dai militari della stazione di Atripalda e del Nor della Compagnia di Avellino, su richiesta della Procura di Avellino. Il tutto nasce nel mese di novembre 2015 a seguito della denuncia di un commerciante che, vistosi alle strette, si era visto costretto a ricorrere a prestiti usurai concessigli da uno degli indagati, anch’egli imprenditore della zona. A fronte del prestito iniziale, la vittima era stata costretta a corrispondere tassi di interesse spropositati, sempre più elevati (dal 120% al 584%) e nei casi di ritardi o inadempienze riceversi minacce sempre più decise ed incisive al punto di essere indotto a contrarre ulteriori debiti, alcuni dei quali con gli altri due indagati. Questi ultimi, padre e figlio, per rientrare di una parte del denaro concesso in prestito, non hanno esitato a ricorrere ad un violento, quanto feroce pestaggio ai danni della vittima, giungendo anche a sequestrarlo, costringendolo con la forza a salire a bordo di una vettura e conducendolo in un luogo isolato per essere abbandonato sanguinante. Ma le minacce non si sono fermate solo all’imprenditore in difficoltà; coinvolti anche i familiari del malcapitato. Di qui la denuncia alle Autorità.
Molteplici i riscontri ottenuti anche attraverso le intercettazioni telefoniche, l’acquisizioni di filmati di video sorveglianza e il sequestro di documenti contabili presso l’abitazione di uno degli indagati dove, tra le varie, sono stati trovati anche cocaina e oggetti atti all’offesa (taser-storditore elettrico e pistola a gas priva di tappo rosso), sottoposti a sequestro nel corso delle perquisizioni eseguite dai Carabinieri.

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