Primo Piano

"Ospedale Landolfi, ai cittadini non serve la demagogia di qualche sindaco imbecille"

Il consiglio comunale sull'ospedale Landolfi di Solofra conclusosi con la riaffermazione di un secco "no" alla chiusura del pronto soccorso così come stabilito dall'ultima delibera della giunta regionale. Oggi arriva la risposta del governatore della Regione Campania che rimette in riga qualche "sindaco imbecille" e di chi "pensa di fare voti sulla pelle dei cittadini". "Il 30 giugno definiamo gli atti aziendali con le nuove funzioni che destiniamo anche all'ospedale di Solofra, ha detto il governatore nella sua consueta diretta Facebook del venerdì. A Solofra avremo la procreazione medicalmente assistita. Realizziamo un day surgery cioè una struttura per la piccola chirurgia. La grande chirurgia va al Moscati, non per cattiveria ma semplicemente perchè in questo modo si salva la vita delle persone. Perchè un conto è fare demagogia e dire imbecillità. Un altro conto è mandare in un reparto un cittadino che ha un problema serio ed anzichè m

Assegni falsi riciclati, richiesta di rinvio a giudizio per 58 indagati

Soldi
Avviso di conclusione indagini e richiesta di rinvio a giudizio per i cinquantotto indagati nella maxi truffa degli assegni taroccati scoperta dalla Procura della Repubblica di Avellino. Il giro d'affari si sviluppava tra Salerno, Cava, Valle dell'Irno, Pagani Campagna, Pontecagnano ed il napoletano. Il laboratorio per la falsificazione degli assegni era però in Irpinia, a Montoro. Secondo quanto appurato dagli inquirenti la falsificazione degli assegni avveniva con il computer. Un gigantesco giro di truffa e riciclaggio che avveniva attraverso l’illecito incasso di assegni bancari provenienti da enti pubblici o assicurazioni. A Montoro avveniva la contraffazione dell’intestatario degli assegni spediti per il risarcimento di danni. Qui un esperto in informatica e con una buona conoscenza dell’uso di una macchina tipografica era in grado di sostituire il nome del vero intestatario con quello di prestanome dell’organizzazione. Le «teste di legno» con in mano l’assegno, fittiziamente intestato, si recavano presso alcuni istituti di credito nell’Avellinese e dopo aver aperto un conto corrente bancario versavano l’assegno contraffatto. A farne le spese prestigiosi istituti bancari come la Banca Nazionale del Lavoro e una filiale della Bcc. Cinquantotto le persone per le quali è stato chiesto il processo: l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e per falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative e falsità commessa da privato. Alcuni degli indagati sono di Salerno, molti risiedono tra Campagna, Cava, Baronissi, Mercato San Severino, Fisciano, Pagani e Pontecagnano.

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