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“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

Acqua e gestione futura, se ne parla ovunque ma non a Solofra !

Acqua
L'Irpinia si prepara alla guerra dell'acqua. In queste acque il pd avellinese e quello beneventano sono stati percorsi da fibrillazioni e tensioni. Alto Calore e Gesesa hanno provato a farsi avanti per trovare una intesa e proporsi come soggetto gestore nell'ambito, nel quale ricade anche Solofra. Il sottosegretario Del Basso De Caro ha però sottolineato come l'Alto Calore con il pesante bagaglio di quei 120 milioni di euro non ha proprio tutte le carte in regola per candidarsi alla gestione. In Irpinia è stato il panico. E ci si è all'improvviso accorti che Gesesa, società che non è nata certo l'altro ieri, fa parte della grande famiglia Acea società dove l'azionista di maggioranza è Roma Capitale ma c'è anche un 15,8% in mano a Francesco Caltagirone il maggiore imprenditore romano che nell'ultimo periodo non ha fatto mistero di avere grande simpatia per il premier Renzi. Si è gridato allo scandalo ed alla privatizzazione dell'acqua.
A provare a mettere un po' di ordine in casa Pd ci ha provato il vicegovernatore Bonavitacola che in maniera chiara ha spiegato come le scelte gestionali in materia di acqua sono in capo ai sindaci. I gestori stiano al posto loro, insomma. E siamo da capo a dodici. Decidano e facciano sentire la loro voce i sindaci. E le fasce tricolori di Caposele e Cassano irpino non si sono fatti pregare. A Caposele, è bene ricordarlo, l’acqua dei Picentini Orientali dà vita alla Sorgente Sanità con 4000 litri al secondo, a Cassano Irpino un importante gruppo sorgivo produce tra i 2500 e i 4000 litri al secondo. Tranne che per una quota destinata all’Alto Calore, che rifornisce Sannio e Irpinia, queste sorgenti approvvigionano, tramite l’Acquedotto Pugliese, le popolazioni lucane e soprattutto pugliesi, mentre le acque di Serino vanno a Napoli e le sorgenti di Calabritto e Senerchia nel Cilento. Con una intervista rilasciata al sito Orticalab il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia ha commentato l'intesa tra Alto Calore e Gesesa come «Un’ipotesi da scongiurare assolutamente». «Sono sempre stato dell’opinione che il destino di Cassano deve essere deciso dal Comune e non dall’Alto Calore. Noi non abbiamo mai avuto bisogno della tutela dell’Alto Calore perchè si tratta di un ente che non garantisce il territorio e le notizie di questi giorni non fanno che confermare quello che abbiamo sempre pensato». Intanto i Comuni di Caposele, Cassano Irpino, Calabritto e Senerchia, cioè i Comuni che hanno le maggiori risorse idriche, fanno squadra. «Un progetto al quale stiamo lavorando in queste settimane – afferma il sindaco di Caposele Pasquale Farina – Dobbiamo fare fronte comune per interloquire con Palazzo Santa Lucia attraverso un’unica voce. E’ necessario dare forza al nostro territorio. Quello che sta accadendo in questi giorni sulla vicenda Ge.Se.Sa. ci lascia interdetti». Ora anche il comune di Solofra ha delle sorgenti sue, una sua rete idrica, una sua società di gestione. Ma mentre altrove c'è un certo fermento in città si registra una assoluta mancanza di dibattito e di confronto. Il Pd cittadino, meglio il segretario, dimostra di avere una fiducia incrollabile nel fatto che Solofra non perderà nulla. Ne è certo al punto da scommettere una cena con il sottoscritto che a dire il vero qualche dubbio lo nutro. Personalmente ritengo che la posta in palio sia, e valga, più di una cena. E proprio per questo sarebbe opportuno che sulle prospettive future della risorsa idrica il comune dica qualche cosa. Faccia capire qual è la strategia che si intende seguire o che si sta seguendo. Si tratta di un argomento vitale, quello dell'acqua, per il futuro della città e della sua industria e proprio per questo andrebbe dibattuto con la città, con le associazioni, con gli imprenditori, con i sindacati, con la società civile. Le scelte per la città vanno prese con la città. E non all'interno di incontri ristretti. Aspettiamo fiduciosi l'avvio del dibattito cittadino.




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