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“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

Solofra, "Mal'Aria 2016" conferma le criticità in materia di qualità dell'aria

Distretto industriale Solofra
D'accordo gli sforamenti di pm10 nel 2015 sono stati 39 a fronte dei trentacinque tollerati per legge. E siamo ben lontani dalle quote raggiunte dalle altre città. Avellino ha sforato il limite per ben 50 volte. Quello che deve impensierire nel dato solofrano è però il quadro complessivo. Nel comprensorio solofrano-montorese si è verificata una contaminazione della falda acquifera da tetracloroetilene. Ed i dati di “Mal'Aria 2016” testimoniano che c'è un problema anche con l'aria. In questi primi giorni di gennaio gli sforamenti sono stati già quattro.
“Negli ultimi giorni spiega Antonio Giannattasio presidente del circolo solofrano di Legambiente, si è parlato molto, anche in seguito alla commissione regionale sulla questione Solofrana e Cavaiola, di controllo delle matrici ambientali tra cui l’aria. Per una corretta ed esaustiva caratterizzazione della qualità dell’aria serve una pianificazione e programmazione su tempi lunghi e siti dislocati in contesti diversi della città. Tra le ipotesi avanzate da Legambiente a carattere nazionale sull’inquinamento industriale si chiede di applicare autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Inoltre Solofra non è sicuramente contraddistinta da un traffico veicolare sostenuto, se non in periodi limitati della giornata e della settimana in coincidenza con l’uscita dagli opifici o dalle scuole, con la creazione di piccoli ingorghi temporanei. Importante è l’apporto individuale che ogni cittadino può fare soprattutto legato all’utilizzo dell’auto, limitandone l’uso il più possibile, non creando blocchi nel centro o presso gli istituti scolastici, controllando periodicamente auto e impianti di riscaldamento. Altra importante questione è il verde urbano e la sua tutela; da tanto ormai ci battiamo per la sostituzione dei tigli tagliati perché malati e non più piantati, non per capriccio, ma perché uno dei ruoli degli alberi è proprio quello di essere spazzini dell’aria inquinata contro le polveri sottili e gas inquinanti”.

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