Primo Piano

"Ospedale Landolfi, ai cittadini non serve la demagogia di qualche sindaco imbecille"

Il consiglio comunale sull'ospedale Landolfi di Solofra conclusosi con la riaffermazione di un secco "no" alla chiusura del pronto soccorso così come stabilito dall'ultima delibera della giunta regionale. Oggi arriva la risposta del governatore della Regione Campania che rimette in riga qualche "sindaco imbecille" e di chi "pensa di fare voti sulla pelle dei cittadini". "Il 30 giugno definiamo gli atti aziendali con le nuove funzioni che destiniamo anche all'ospedale di Solofra, ha detto il governatore nella sua consueta diretta Facebook del venerdì. A Solofra avremo la procreazione medicalmente assistita. Realizziamo un day surgery cioè una struttura per la piccola chirurgia. La grande chirurgia va al Moscati, non per cattiveria ma semplicemente perchè in questo modo si salva la vita delle persone. Perchè un conto è fare demagogia e dire imbecillità. Un altro conto è mandare in un reparto un cittadino che ha un problema serio ed anzichè m

Solofra in fuga dall'area vasta e con il miraggio del distretto industriale

Distretto industriale Solofra
Distretto industriale o Area Vasta questo è il dilemma. Il comune di Solofra non si è lasciato persuadere dal progetto di Area Vasta in questo modo marcando una linea di demarcazione con la vicina Montoro e con i comuni del serinese che invece hanno aderito al protocollo d'intesa con Avellino capofila. "Il principio generale che più siamo meglio è, è un principio valido ma che poi va calato nella realtà". Così il sindaco di Solofra Michele Vignola. "Se la linea deve essere quella di stare insieme e di essere tanti perchè così si intercettano le risorse europee allora per quale motivo fermarsi a trentatrè comuni. Trentatrè sono pochi. Tanto vale metterne insieme cinquanta o sessanta. O ancora di più". "Ed invece no, sbotta il primo cittadino, per quanto mi riguarda va messo insieme ciò che può stare insieme. Ha senso tenere insieme Avellino con comuni come Mercogliano, Atripalda e Monteforte. Ma noi? Solofra è naturalmente portata verso Salerno". Sulla scorta di queste valutazioni Vignola rilancia il comitato del distretto industriale di Solofra. "Con Montoro, spiega, abbiamo fatto un consiglio comunale congiunto nel quale dicevamo, tra le altre cose, che dovevamo riattivare il comitato di distretto. Solofra ha deliberato in consiglio comunale di riattivare in questa direzione. Poi abbiamo preso la delibera e l'abbiamo inviata ai comuni contermini. Da parte loro però non abbiamo avuto risposte salvo poi scoprire che gli stessi comuni si sono affrettati ad andare a firmare il protocollo per l'area vasta. Benissimo. Il comune di Solofra però va avanti sulla strada del comitato di distretto". Quello che viene da chiedersi però è se il che il Distretto industriale ed il progetto integrato di sviluppo sia ancora uno strumento valido. Quello "originale", per così dire, a ben guardare ha prodotto, rispetto alle aspettative, risultati assai modesti. A Montoro, ad esempio, quello che oggi è il polo scolastico di Piano in origine doveva essere un centro servizi alle imprese, finanziato e realizzato con risorse del distretto industriale. A Solofra uno dei progetti chiave del progetto integrato di sviluppo doveva essere la chiusura della delocalizzazione delle industrie conciarie che operavano nel centro urbano. Il processo di delocalizzazione ad oggi però non è ancora approdato a nulla. C'è poi da considerare che Solofra continua ad essere vissuta dai comuni a valle come un peso più che una risorsa. Complice anche una politica ambientale povera di proposte. Eppure nel progetto integrato del distretto industriale si parlava, ad esempio, di produzione di energia a basso costo partendo dal riutilizzo degli scarti di produzione. Ma il progetto non è mai decollato. Ha senso dunque tornare a parla di distretto industriale? "Il Comitato di distretto è il luogo di elezione per individuare una nuova traccia di sviluppo per quest'area. Solofra sta lavorando per non chiudersi solo sulla produzione conciaria. Nel momento in cui decidiamo di stare insieme è in quella sede che vanno risolte le problematicità di quest'area a cominciare dalla vertenza ambientale ma il problema è decidere se abbiamo delle cose in comune oppure no ed io credo che ce le abbiamo". Da qui dunque l'idea di mettere insieme le istituzioni con in testa la Regione, imprenditori, sindacati, università, enti di sviluppo per cogliere l’opportunità della nuova programmazione dei fondi europei al fine di concepire nuove iniziative per valorizzare maggiormente il polo, utilizzando anche la vocazione produttiva dei comuni limitrofi mediante una virtuosa integrazione.

amazon