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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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Solofra in fuga dall'area vasta e con il miraggio del distretto industriale

Distretto industriale Solofra
Distretto industriale o Area Vasta questo è il dilemma. Il comune di Solofra non si è lasciato persuadere dal progetto di Area Vasta in questo modo marcando una linea di demarcazione con la vicina Montoro e con i comuni del serinese che invece hanno aderito al protocollo d'intesa con Avellino capofila. "Il principio generale che più siamo meglio è, è un principio valido ma che poi va calato nella realtà". Così il sindaco di Solofra Michele Vignola. "Se la linea deve essere quella di stare insieme e di essere tanti perchè così si intercettano le risorse europee allora per quale motivo fermarsi a trentatrè comuni. Trentatrè sono pochi. Tanto vale metterne insieme cinquanta o sessanta. O ancora di più". "Ed invece no, sbotta il primo cittadino, per quanto mi riguarda va messo insieme ciò che può stare insieme. Ha senso tenere insieme Avellino con comuni come Mercogliano, Atripalda e Monteforte. Ma noi? Solofra è naturalmente portata verso Salerno". Sulla scorta di queste valutazioni Vignola rilancia il comitato del distretto industriale di Solofra. "Con Montoro, spiega, abbiamo fatto un consiglio comunale congiunto nel quale dicevamo, tra le altre cose, che dovevamo riattivare il comitato di distretto. Solofra ha deliberato in consiglio comunale di riattivare in questa direzione. Poi abbiamo preso la delibera e l'abbiamo inviata ai comuni contermini. Da parte loro però non abbiamo avuto risposte salvo poi scoprire che gli stessi comuni si sono affrettati ad andare a firmare il protocollo per l'area vasta. Benissimo. Il comune di Solofra però va avanti sulla strada del comitato di distretto". Quello che viene da chiedersi però è se il che il Distretto industriale ed il progetto integrato di sviluppo sia ancora uno strumento valido. Quello "originale", per così dire, a ben guardare ha prodotto, rispetto alle aspettative, risultati assai modesti. A Montoro, ad esempio, quello che oggi è il polo scolastico di Piano in origine doveva essere un centro servizi alle imprese, finanziato e realizzato con risorse del distretto industriale. A Solofra uno dei progetti chiave del progetto integrato di sviluppo doveva essere la chiusura della delocalizzazione delle industrie conciarie che operavano nel centro urbano. Il processo di delocalizzazione ad oggi però non è ancora approdato a nulla. C'è poi da considerare che Solofra continua ad essere vissuta dai comuni a valle come un peso più che una risorsa. Complice anche una politica ambientale povera di proposte. Eppure nel progetto integrato del distretto industriale si parlava, ad esempio, di produzione di energia a basso costo partendo dal riutilizzo degli scarti di produzione. Ma il progetto non è mai decollato. Ha senso dunque tornare a parla di distretto industriale? "Il Comitato di distretto è il luogo di elezione per individuare una nuova traccia di sviluppo per quest'area. Solofra sta lavorando per non chiudersi solo sulla produzione conciaria. Nel momento in cui decidiamo di stare insieme è in quella sede che vanno risolte le problematicità di quest'area a cominciare dalla vertenza ambientale ma il problema è decidere se abbiamo delle cose in comune oppure no ed io credo che ce le abbiamo". Da qui dunque l'idea di mettere insieme le istituzioni con in testa la Regione, imprenditori, sindacati, università, enti di sviluppo per cogliere l’opportunità della nuova programmazione dei fondi europei al fine di concepire nuove iniziative per valorizzare maggiormente il polo, utilizzando anche la vocazione produttiva dei comuni limitrofi mediante una virtuosa integrazione.