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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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La mappatura degli scarichi nel Solofrana? C'è ma non si trova

Sversamenti illeciti
La mappatura degli scarichi nel torrente Solofrana c'è ma non si trova. E' quanto emerge da una comunicazione che l'Asl Avellino ha indirizzato al circolo Sel “Solofra-Montoro”. Nei mesi scorsi la formazione politica aveva portato avanti una raccolta firme per chiedere l'avvio di uno studio epidemiologico nel comprensorio solofrano-montorese. Quelle firme sono state trasmesse all'Arpa Campania, alla Prefettura ed all'Asl. Ebbene dalla risposta fornita dall'azienda sanitaria viene fuori che ai tempi del commissario per il superamento dell'emergenza Sarno, il generale Roberto Jucci, l'Asl Av2 “ha per lungo tempo contribuito con i propri rappresentanti alle attività di commissariamento”. Fu condotta una “accurata attività di monitoraggio degli scarichi esistenti nel torrente Solofrana e dei suoi affluenti” con geo - referenzazioni di ogni tubazione rilevata su carte topografiche e sua individuazione con una specifica sigla, peraltro tracciata con vernice indelebile sull'argine.
“Per ciascuna tubazione, si legge ancora, si provvide a ricostruire il percorso delle condotte adduttrici fino all'origine, allestendo così un utile strumento di controllo nei confronti di eventuali sversamenti illeciti”. Il problema però è che questa documentazione “non è dato sapere ove sia al momento custodita”. Eppure “il recupero della documentazione di monitoraggio ed il suo accesso da parte degli organi preposti alla tutela ambientale - corpo forestale. Arpac e uffici tecnici comunali, può rappresentare un utile strumento per le attività di vigilanza e di repressione degli sversamenti abusivi”. Dalla relazione dell'Asl vengono anche fuori quelli che sono I volumi degli scarichi, leciti, che finiscono nel depuratore di via Carpisano gestito dalla Regione Campania tramite la Cogei. “La capacità idraulica dell'impianto risulta sovradimensionata rispetto alla quantità di reflui in ingresso. I metri cubi di acqua da depurare che le 109 aziende conferiscono all'impianto si sono ridotti in maniera sensibile. Si è passati da un milione e trecentomila metri cubi del 2006 ai seicentomila metri cubi del 2014. Ed I dati, parziali, del 2015 confermano I volumi dell'anno precedente. Numeri che dicono due cose. Da un lato la situazione di difficoltà nella quale versa il distretto conciario solofrano che ha inciso anche sulla produzione. In secondo luogo il fatto che è cambiato il tipo di lavorazione svolta nelle aziende conciarie, sempre più orientata alle fasi finali di rifinitura. Sulla scorta dei dati emersi il circolo Sel chiama i comuni di Solofra e Montoro per avviare un percorso utile alla risoluzione della questione ambientale nel comprensorio del Solofrana.