Primo Piano

"Ospedale Landolfi, ai cittadini non serve la demagogia di qualche sindaco imbecille"

Il consiglio comunale sull'ospedale Landolfi di Solofra conclusosi con la riaffermazione di un secco "no" alla chiusura del pronto soccorso così come stabilito dall'ultima delibera della giunta regionale. Oggi arriva la risposta del governatore della Regione Campania che rimette in riga qualche "sindaco imbecille" e di chi "pensa di fare voti sulla pelle dei cittadini". "Il 30 giugno definiamo gli atti aziendali con le nuove funzioni che destiniamo anche all'ospedale di Solofra, ha detto il governatore nella sua consueta diretta Facebook del venerdì. A Solofra avremo la procreazione medicalmente assistita. Realizziamo un day surgery cioè una struttura per la piccola chirurgia. La grande chirurgia va al Moscati, non per cattiveria ma semplicemente perchè in questo modo si salva la vita delle persone. Perchè un conto è fare demagogia e dire imbecillità. Un altro conto è mandare in un reparto un cittadino che ha un problema serio ed anzichè m

La mappatura degli scarichi nel Solofrana? C'è ma non si trova

Sversamenti illeciti
La mappatura degli scarichi nel torrente Solofrana c'è ma non si trova. E' quanto emerge da una comunicazione che l'Asl Avellino ha indirizzato al circolo Sel “Solofra-Montoro”. Nei mesi scorsi la formazione politica aveva portato avanti una raccolta firme per chiedere l'avvio di uno studio epidemiologico nel comprensorio solofrano-montorese. Quelle firme sono state trasmesse all'Arpa Campania, alla Prefettura ed all'Asl. Ebbene dalla risposta fornita dall'azienda sanitaria viene fuori che ai tempi del commissario per il superamento dell'emergenza Sarno, il generale Roberto Jucci, l'Asl Av2 “ha per lungo tempo contribuito con i propri rappresentanti alle attività di commissariamento”. Fu condotta una “accurata attività di monitoraggio degli scarichi esistenti nel torrente Solofrana e dei suoi affluenti” con geo - referenzazioni di ogni tubazione rilevata su carte topografiche e sua individuazione con una specifica sigla, peraltro tracciata con vernice indelebile sull'argine.
“Per ciascuna tubazione, si legge ancora, si provvide a ricostruire il percorso delle condotte adduttrici fino all'origine, allestendo così un utile strumento di controllo nei confronti di eventuali sversamenti illeciti”. Il problema però è che questa documentazione “non è dato sapere ove sia al momento custodita”. Eppure “il recupero della documentazione di monitoraggio ed il suo accesso da parte degli organi preposti alla tutela ambientale - corpo forestale. Arpac e uffici tecnici comunali, può rappresentare un utile strumento per le attività di vigilanza e di repressione degli sversamenti abusivi”. Dalla relazione dell'Asl vengono anche fuori quelli che sono I volumi degli scarichi, leciti, che finiscono nel depuratore di via Carpisano gestito dalla Regione Campania tramite la Cogei. “La capacità idraulica dell'impianto risulta sovradimensionata rispetto alla quantità di reflui in ingresso. I metri cubi di acqua da depurare che le 109 aziende conferiscono all'impianto si sono ridotti in maniera sensibile. Si è passati da un milione e trecentomila metri cubi del 2006 ai seicentomila metri cubi del 2014. Ed I dati, parziali, del 2015 confermano I volumi dell'anno precedente. Numeri che dicono due cose. Da un lato la situazione di difficoltà nella quale versa il distretto conciario solofrano che ha inciso anche sulla produzione. In secondo luogo il fatto che è cambiato il tipo di lavorazione svolta nelle aziende conciarie, sempre più orientata alle fasi finali di rifinitura. Sulla scorta dei dati emersi il circolo Sel chiama i comuni di Solofra e Montoro per avviare un percorso utile alla risoluzione della questione ambientale nel comprensorio del Solofrana.

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