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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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Tasi, Vignola: "Pronti a restituire i soldi se..."

Palazzo Orsini
“Pronti a restituire i soldi ai cittadini se...” E la lista dei “se” elencata dal sindaco Michele Vignola per dare il via ai rimborsi relativi Tasi è veramente lunga e legata alla tenuta dei conti di palazzo Orsini. Una vicenda veramente ingarbugliata quella dell'imposta sui servizi indivisibili. Nata dalla mancata approvazione nei termini di legge delle delibere Imu e Tasi da parte del consiglio comunale. In giunta il termine del trenta luglio è stato rispettato. E poi ci sono i tentennamenti del Ministero dell'economia che prima pubblica sul proprio sito istituzionale le delibere approvate “fuori termine” e poi scrive al comune chiedendo di revocarle in autotutela perchè ritenute invalide. Senza parlare del Governo che prima annuncia la sanatoria delle delibere “ritardatarie” e poi fa marcia indietro. In mezzo ci sono i cittadini che hanno pagato ma si sono divisi sulle modalità. C'è chi si è attenuto all'aliquota tasi approvate a settembre. E chi invece si è rifatto all'aliquota del 2014. Il discrimine, è inutile girarci attorno, è stata l'incidenza sul bilancio familiare. Passare dall'1,5 al 2,5 per mille si traduce in una differenza di alcune centinaia di euro. Non proprio importi trascurabili, insomma. Nell'ultima seduta del civico consesso dai banchi della minoranza c'è stato il fuoco di fila su Vignola e la sua giunta. “In consiglio comunale, ha sbottato il primo cittadino, io mi assumo un impegno con la cittadinanza. Siamo pronti a restituire i soldi ai cittadini. Prima però dobbiamo vedere qual è l'introito. Dobbiamo vedere chi ha pagato e chi non ha pagato. Dobbiamo vedere come va il nostro bilancio consuntivo perchè ad aprile dobbiamo approvare il consuntivo ed allora noi stiamo facendo di tutto, già da quando abbiamo avuto la nota del Mef, per mantenere dei residui attivi, delle economie di bilancio per fare in modo che se dobbiamo restituire tutto ai cittadini lo faremo. Ma dobbiamo aspettare. Non lo possiamo fare in questo momento, da avventurieri. Oggi è facile aizzare la gente. E' facile, troppo facile”. Proprio dai banchi dell'opposizione era arrivata infatti la richiesta al comune di fare marcia indietro, applicare l'aliquota del 2014 relativamente alla tasi e studiare degli strumenti per restituire ai cittadini le somme versate in eccesso. Per il momento, però, la decisione resta sospesa e legata a quelle che saranno le risultanze del conto consuntivo. E rispetto alla lettera del Mef: “Non è immaginabile che un Ministero aspetti a novembre, ad un mese dalla chiusura dell'esercizio finanziario per comunicare che le delibere 'sono da ritenersi invalide'. Perchè non ce lo ha comunicato in tempo utile? Noi abbiamo risposto al Ministero dell'economia ed oggi sul sito istituzionale sono pubblicate sia la delibera del consiglio comunale che quella di giunta dimostrazione che il Mef ha accolto la nostra posizione” Ed a chi dalla minoranza faceva notare che gli altri comuni, a cominciare dal comune di Avellino, hanno revocato le delibere come indicato dal Mef: “E certo che il comune di Avellino e gli altri comuni hanno revocato le delibere. Nei tre anni precedenti hanno portato le aliquote al massimo. Quella lettera del Ministero gli ha fatto comodo. Solofra no. L'amministrazione fino a questo momento ha preferito tagliare le spese piuttosto che aumentare la pressione fiscale” E sulla tasi?: “Se tutti pagheranno con l'aliquota al 2,5 per mille riusciremo comunque a coprire l'ottanta per cento dei costi. Il comune dovrà metterci del suo”.