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Primo Piano

Montoro, pusher in manette. Sequestrati 9 grammi di eroina

Montoro, i carabinieri arrestano uno spacciatore e denunciano acquirente. Le manette sono scattate ai polsi di un 40enne del posto, denunciato in stato di libertà un incensurato 35enne della provincia di Salerno, ritenuti responsabili di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, hanno notato i due soggetti seduti al tavolo di un bar e, dopo averne scrutato i movimenti, li hanno bloccati nel momento in cui è stata ceduta la droga. Sequestrate 14 dosi di eroina e 165 euro in contanti. Nella perquisizione domiciliare, nascosta in camera da letto del 40enne, trovata altra eroina.  La droga, per un peso complessivo di circa 9 grammi, è stata sottoposta a sequestro. Il 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari. Alla medesima Autorità Giudiziaria è stato invece deferito in stato di libertà il 35enne.

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"Solofrana inquinata dai comuni che hanno marciato domenica"

Luigi Guacci
Luigi Guacci segretario solofrano del Partito Democratico ed imprenditore boccia la "Marcia" di domenica scorsa. "Se mio padre era conciatore, spiega, io sono un tecnico conciario e posso garantire, senza timore di smentita, che il 99 per cento delle imprese del polo solofrano utilizzano prodotti garantiti e rispettano maniacalmente la legge. Lottano per la sopravvivenza ormai da anni, combattono contro una globalizzazione feroce e resistono nonostante tutto: ecco perché la marcia di domenica ci ha offeso. Affermare questo, sia chiaro, non vuol dire escludere che via sia qualche pecora nera, qualche irresponsabile che violando la legge non solo procura danni all’ambiente ma a tutto il polo conciario finendo per favorire altre realtà".
"Con chi inquina non ci può essere comprensione e pietà, vanno individuati e perseguiti in primo luogo nell’interesse dei tantissimi conciatori onesti. Ma volendo stare sui fatti, mi è difficile immaginare che una conceria posta a monte della Solofrana possa sversare violando le norme. Dico questo per il semplice fatto che tutte le realtà produttive scaricano in un unico depuratore, dove avviene il primo trattamento delle acque, che poi scarica in quello di Mercato San Severino per il trattamento biologico. Diverso, invece, potrebbe essere il discorso per quelle realtà a valle, in territori limitrofi a quello di Solofra, dove sarebbe molto più semplice sversare illegalmente mimetizzandosi. Anche per questa ragione abbiamo accolto con una certa meraviglia, ed una punta di sdegno, la presenza, in quella marcia, di sindaci che bene farebbero a presidiare meglio il proprio territorio prima di salire su pulpiti piuttosto improbabili. Affermare che l’inquinamento del fiume Sarno è da ricondurre agli sversamenti del polo conciario di Solofra equivale a mentire e basterebbe ragionare sul fatto che per molti mesi dell’anno, quantomeno per tutta l’estate, la Solofrana è completamente a secco, dunque non ha scarico e non può inquinare. L’inquinamento vero è proprio in quei territori rappresentati dai gonfaloni che hanno marciato domenica, territori vasti votati a diversi settori produttivi, dall’agricoltura all’industria, non certo dal polo conciario di Solofra. Noi non ci stiamo, non possiamo accettare questa lettura distorta e strumentale di un fenomeno che, invece, meriterebbe ben altra serietà da parte delle istituzioni e della politica. Solofra non può accettare questa offesa ma ha il dovere, invece, di porsi a servizio di un percorso di dialogo, scevro da campanilismi, per ricercare una vera soluzione al problema. Occorre ragionare sui fatti, occorre fare chiarezza sulle reali responsabilità, occorre arrivare alla verità, occorre individuare le colpe.