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Primo Piano

Asilo di Solofra, violenza sessuale: Procura non presenta appello contro la sentenza che ha assolto il maestro

La Procura della Repubblica di Avellino ha deciso di non presentare appello contro la sentenza del gup Marcello Rotondi, con la quale aveva assolto il maestro dell'asilo di Solofra, Gerardo De Piano, accusato di violenza sessuale sui bambini della scuola. Un passaggio giudiziario importante, per De Piano e per l'avvocato Gaetano Aufiero, che lo difende, perché significa che il maestro di religione potrà archiviare definitivamente la sua brutta vicenda. Resta in piedi il procedimento per maltrattamenti, sia per lui che per gli altri insegnanti.

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Fiaccolata per la sanità pubblica, politica ed amministratori assenti

La Fiaccolata per la Sanità pubblica
La politica snobba la fiaccolata contro i tagli alla sanità pubblica. L'iniziativa di Cgil, Uil e categorie sindacali sono scese in piazza ad Avellino per rivendicare un diritto, quello alla salute, in questo momento fortemente a rischio. Assenti gli amministratori locali. Dei centodiciotto comuni irpini erano presenti unicamente Villamaina e Solofra con il presidente del consiglio comunale Pasquale Gaeta. Assenti anche i parlamentari irpini. La situazione della sanità in Irpinia è drammatica, Cgil e Uil chiedono lo sblocco del turnover al 100% per ripristinare i servizi e per dare dignità anche ai lavoratori che in questo momento sono impegnati in turni massacranti. "Mancano 650 infermieri, hanno chiuso presidi ospedalieri e strutture sanitarie, per una mammografia servono 12 mesi di attesa, sette per una Tac. Al pronto soccorso un codice verde attende 12 ore in media e questo nonostante l'Irpinia abbia restituito più di 10milioni di euro di attivo" hanno sottolineato durante la marcia. Per quanto riguarda l'ospedale di Solofra sotto osservazione è finito il punto nascita. La linea del piano che riorganizza la rete dell'assistenza in Campania è chiara: i centri con meno di 500 nati all’anno vanno accorpati. Se ne contano ancora 20 in Campania, e questo record negativo nazionale è associato al numero abnorme di parti con taglio cesareo (quasi il 60 per cento del totale). Sotto osservazione, tra gli altri, i presidi di Solofra, Eboli, Mercato San Severino e Maddaloni. Come pure Cava de’ Tirreni.