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Green Pass obbligatorio dal 6 agosto, ecco cosa si può fare e cosa no

Green pass obbligatorio dal prossimo sei agosto. Il governo ha approvato le nuove regole. La certificazione deve essere mostrata da tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni. Sono esentati “i soggetti che hanno idonea certificazione medica”.

Servizio idrico, al via l'esame del disegno di legge in commissione. I Comitati civici storcono il naso

Commissione ambiente Regione Campania
Ha preso il via in commissione ambiente in Regione Campania l’iter che porterà a varare la nuova legge di riordino del servizio idrico integrato. "E’ un provvedimento importante perché metteremo ordine in un settore che, insieme a sanità e trasporti, rappresenta uno dei principali buchi di bilancio per l’ente”.
E’ il commento del presidente del Pd campano e consigliere regionale Stefano Graziano. "Il Partito democratico lavorerà fin da subito ad emendamenti che rafforzino il ruolo dei comuni nella gestione del servizio idrico integrato, attraverso il rafforzamento delle funzioni dei consigli di distretto e la trasformazione dell’Ente idrico campano in una sorta di stazione unica appaltante. Il nostro obiettivo è far in modo che le decisioni strategiche per un settore fondamentale siano prese dai cittadini attraverso figure democraticamente legittimate come i sindaci”. “Lavoriamo per dotare la Regione Campania del ciclo integrato delle acque tenendo presente il risultato del referendum del 2011 e quindi che l’acqua è un bene comune”, conclude Graziano. Il Disegno di Legge approvato dalla Giunta De Luca si è già meritato le critiche dei comitati per l'acqua pubblica che sostanzialmente bocciano lo schema di governo del Ciclo Integrato dell’Acqua che è aloro modo di vedere lo stesso proposto dalla passata Giunta Caldoro. La Giunta De Luca ripropone l’ATO unico regionale, l’esproprio dei Comuni relativamente alle competenze sull’acqua. Insomma stando ai comitati il Disegno di Legge accentra i poteri in capo ad organismi istituzionali ed amministrativi ristretti e monocratici, va verso un gestione tecnocratica ed autoritaria dell’acqua facilmente asservibile alle lobby finanziare del settore. In parole povere il contrario di quanto deciso con il referendum del 2011: “ Fuori l’acqua dal mercato, fuori il profitto dall’acqua”.

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