Primo Piano

"Ospedale Landolfi, ai cittadini non serve la demagogia di qualche sindaco imbecille"

Il consiglio comunale sull'ospedale Landolfi di Solofra conclusosi con la riaffermazione di un secco "no" alla chiusura del pronto soccorso così come stabilito dall'ultima delibera della giunta regionale. Oggi arriva la risposta del governatore della Regione Campania che rimette in riga qualche "sindaco imbecille" e di chi "pensa di fare voti sulla pelle dei cittadini". "Il 30 giugno definiamo gli atti aziendali con le nuove funzioni che destiniamo anche all'ospedale di Solofra, ha detto il governatore nella sua consueta diretta Facebook del venerdì. A Solofra avremo la procreazione medicalmente assistita. Realizziamo un day surgery cioè una struttura per la piccola chirurgia. La grande chirurgia va al Moscati, non per cattiveria ma semplicemente perchè in questo modo si salva la vita delle persone. Perchè un conto è fare demagogia e dire imbecillità. Un altro conto è mandare in un reparto un cittadino che ha un problema serio ed anzichè m

L'Irpinia, il terremoto ed il "mio" 23 novembre 1980

Palazzo Orsini, sisma 1980
"Quel era caldo, afoso, poi venne il freddo...quando non c'erano più case e riparo. La mia ". Questo tweet di @Hartman_TWT sintetizza meglio di tante parole e di tanti articoli cosa fu il sisma di trentacinque anni fa. Ai 140 caratteri di Hartman voglio aggiungere anche il ricordo che ho io di quel 23 novembre di trentacinque anni fa. Avevo poco più di cinque anni. E quella sera insieme con mia madre ero andato a casa di nonna in piazza S. Michele. Come tutti i bambini avevo passato quei minuti da nonna a giocare. E siccome da bambino ero cicciottello, ma anche ora non sono proprio filiforme, avevo sudato. Mamma voleva tornare a casa ma la nonna le consigliò di aspettare qualche minuto per evitare di farmi prendere il classico "colpo di freddo".
Ebbene l'aver differito di pochi minuti il ritorno a casa per me e mia madre furono vitali, nel vero senso della parola. Se fossimo scesi in strada, il terremoto ci avrebbe sorpresi allo scoperto. E con ogni probabilità saremmo rimasti coinvolti nel crollo del palazzo ducale Orsini. Avremmo dovuto percorrere quel marciapiede che lo costeggia. Saremmo dovuti passare proprio sotto l'attuale casa comunale per raggiungere viale Principe Amedeo e tornare a casa dove ad attenderci c'erano mio padre con mio fratello di pochi mesi. Ed invece no. Siamo rimasti a casa di nonna. Ed è stato un bene. E poi? E poi ricordo il trasferimento con mamma e mio fratello a Torino, da mia zia, mentre mio padre restava a Solofra per lavorare e stare dietro a tutto. Dopo il sisma, infatti, arrivò il freddo e la neve. E quelle settimane a Torino servirono a ridarci un po' di normalità e tranquillità. Da Torino poi siamo tornati dopo qualche tempo per riprendere la vita di ogni giorno. E se noi, che in quel 1980 eravamo dei bambini di quei fatti abbiamo un ricordo sfocato, non così è per i nostri genitori che solo a sentir parlare di terremoto "cambiano faccia". Quel sisma di trentacinque anni fa non ha cambiato solo l'Irpinia. Ha cambiato la vita di ognuno. Ha segnato una spaccatura tra il prima ed il dopo. E su quelle macerie del sisma stiamo ancora provando a ricostruire.

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