Primo Piano

Vaccino anticovid, 10mila dosi inoculate grazie a Confindustria ed alle aziende - anche solofrane -

(COMUNICATO STAMPA) Lo scorso marzo Confindustria nazionale ha avviato un’ indagine per individuare le imprese pronte a diventare “fabbriche di comunità” quindi idonee per ospitare siti vaccinali. Confindustria Avellino si è attivata prontamente ed ha iniziato a prendere i primi contatti con Maria Morgante, direttore generale dell’Asl, per conoscere le modalità operative di svolgimento della campagna vaccinale nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e per essere preparati ed organizzati non appena sarebbe stato possibile iniziare le vaccinazioni.

Acque di spruzzo, la Regione fa marcia indietro sulla segregazione

Distretto industriale
Ci sono volute tre sentenze del tar (nel 2011, nel 2013 e nel 2015) ed un lungo percorso giudiziario per superare definitivamente la situazione di stallo che da anni si registra rispetto allo smaltimento delle acque di rifinizione delle aziende conciarie solofrane. In forza di una ordinanza emessa dal Commissario straordinario per il superamento dell'emergenza Sarno queste acque venivano assimilate a dei rifiuti speciali e come tale non potevano essere conferite all'impianto di depurazione consortile ma segregate e smaltite in discarica. Un “trattamento” riservato unicamente alle aziende del polo conciario solofrano visto che nei distretti della concia di Arzignano e S. Croce le acque di rifinizione vengono conferite normalmente presso l'impianto di depurazione. Una logica dietro questa ordinanza c'era. La segregazione era legata al mancato ammodernamento dell'impianto di depurazione. Poi, proprio ad opera del Commissario per il Sarno, sulla struttura di via Carpisano sono piovuti fondi e interventi di ammodernamento. La causa dell'ordinanza insomma è venuta meno ed il provvedimento ha continuato ad avere efficacia. Il risultato per gli operatori conciari solofrani è stato un aggravio dei costi. Fino a ventimila euro all'anno costa ad un'azienda attuare la segregazione delle acque di rifinizione e lo smaltimento come rifiuto speciale. Solo di recente, dopo l'ennesima diffida, è arrivato il decreto dirigenziale (893 del 9/11/2015) con il quale la Regione Campania ha dichiarato “decaduta l'ordinanza del Commissario delegato che imponeva alle aziende conciarie la segregazione delle acque di rifinizione e con essa l'obbligo del loro smaltimento come rifiuti speciali”. Ora le aziende conciarie potranno scaricare le acque di spruzzo in fognatura ed avviarle presso l'impianto di depurazione consortile gestito dalla Cogei per il trattamento che ricevono gli altri reflui industriali e non più come rifiuti speciali. Un fatto che comporterà una riduzione dei costi legati alla depurazione.
Regione Campania
Dal punto di vista operativo prima di poter scaricare le acque di spruzzo in fognatura ed avviarle all'impianto di via Carpisano bisognerà attendere le indicazioni che dovrà fornite l'ente d'ambito “Calore irpino” che dovrà ora rilasciare le autorizzazioni necessarie. Come accaduto per i filtri a carboni attivi anche nel caso delle acque di spruzzo è possibile che si interverrà con una modifica all'Aua ovverosia l'autorizzazione unica ambientale della quale si devono dotare tutte le aziende. La vicenda giudiziaria è stata seguita dagli avvocati Giuseppe Saccone ed Antonio De Stefano che hanno commentato positivamente questo sviluppo. Infatti, spiegano, “il risultato giudiziario conseguito a seguito del mandato conferito dalla Carisma spa con il sostegno del Consorzio Solofra Depurazione è di grande importanza per tutto il comparto conciario perché pur essendo riferito alla singola società è sicuramente una misura di carattere generale”.

amazon