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“Senza blocco dei licenziamenti in Irpinia 8mila esuberi. Rischia anche Solofra”

L’emergenza economica e sociale. “Se non sarà prorogato il blocco dei licenziamenti, in Irpinia si conteranno circa 8mila esuberi. Un dramma nel dramma che non potremo sopportare”.

Acqua e futura gestione, il nome del gioco è: Associazione temporanea di imprese

Acqua
Acque agitate a Solofra. Tutta colpa della legge di riordino del sistema idrico integrato e dell'interrogativo che domina la scena politica solofrana: Che fine faranno le sorgenti cittadine? La minoranza consiliare ha messo nel mirino il sindaco Vignola: “Non ha ritenuto proferire parola a difesa delle nostre sorgenti”. E preannunciato aumenti tariffari a carico della cittadinanza legati proprio alla nuova tariffa prevista dalla norma licenziata dal consiglio regionale. Pronta la replica dell'inquilino di palazzo Orsini: “Siamo alle solite. La minoranza attacca senza però fornire alcuna indicazione. Sulla vicenda dell'acqua si dice tutto ed il contrario di tutto”.
A prescindere dallo scontro politico, però, la questione si pone. Come cambierà la gestione dell'acquedotto comunale dopo la nuova legge regionale? Il presidente dell'Alto Calore Lello De Stefano pur ribadendo che l'ente che guida ha i requisiti richiesti dallo Sblocca Italia per candidarsi come gestore unico della risorsa acqua nell'ambito distrettuale “Calore irpino” ha comunque sottolineato che: “Da parte dell'Alto Calore non c'è la volontà di prevaricare alcuno”.
Lello De Stefano, Acs
“E' chiaro, ha spiegato il sindaco Michele Vignola, che non c'è la volontà di prevaricare. Da maggio 2012 noi abbiamo cercato di ottenere l'affidamento dall'Ato di Avellino. Prima del commissariamento dell'ente d'ambito stavamo lavorando con gli altri gestori all'associazione temporanea di imprese. Quella fra le nostre società Irno Service e Codiso è il passo preliminare. Le dobbiamo unire nella stessa società. Il passo successivo è, ed è sempre stato, di andare in coordinamento con gli altri gestori preesistenti che, come noi hanno il nostro stesso interesse ovverosia di non andare alla gara per l'individuazione del soggetto gestore e correre il rischio di farsi fregare da una multinazionale del settore. Ognuno così manterrebbe la propria autonomia gestionale e societaria. Era una soluzione valida nel 2012 e lo è ancora oggi. Noi abbiamo sempre immaginato un ati fra gestori pre-esistenti ma si tratta comunque di un percorso che dobbiamo verificare. Inizia un lavorio estremamente lungo”.

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