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Vaccino anticovid, 10mila dosi inoculate grazie a Confindustria ed alle aziende - anche solofrane -

(COMUNICATO STAMPA) Lo scorso marzo Confindustria nazionale ha avviato un’ indagine per individuare le imprese pronte a diventare “fabbriche di comunità” quindi idonee per ospitare siti vaccinali. Confindustria Avellino si è attivata prontamente ed ha iniziato a prendere i primi contatti con Maria Morgante, direttore generale dell’Asl, per conoscere le modalità operative di svolgimento della campagna vaccinale nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e per essere preparati ed organizzati non appena sarebbe stato possibile iniziare le vaccinazioni.

Chiavazzo: "Le vasche? Sono il male minore. I comuni pensino a chiudere gli scarichi illegali"

La Solofrana
"Le vasche ed il Grande progetto Sarno? Il male minore". Così Giancarlo Chiavazzo responsabile scientifico di Legambiente Campania. “Negli ultimi decenni, il bacino del Sarno è stato sottoposto ad un'espansione insediativa disorganica, illegale e 'legalizzata'. Il fiume Sarno e la rete dei suoi affluenti è stata compressa su se stessa con la sconsiderata progressiva occupazione e degradazione degli spazi di pertinenza fluviale, quegli spazi necessari ad assorbire le fisiologiche intemperanze che caratterizzano i fiumi e che costituiscono anche gli ambiti dove prendono forma i corridoi fluviali necessari per conseguire l'obbiettivo di stato di qualità buono previsto in Europa”.
“Il Grande Progetto Sarno prevede diverse tipologie di interventi. Tra gli interventi principali: la rimozione della traversa di Scafati, la creazione di una seconda foce dal canale Bottaro, il rifacimento delle sezioni e degli argini di ampi tratti della rete fluviale, la realizzazione e recupero di aree di espansione, la riqualificazione urbanistica di aree contermini al fiume”. Aree di espansione o più comunemente dette “vasche” che “pur non essendo l'ideale rappresenta la più ragionevole alternativa per gestire le portate di piena rispetto alla presenza di 'colli di bottiglia' irriducibili della rete fluviale compressa tra strutture insediative civili e produttive e da infrastrutture varie".
Giancarlo Chiavazzo
E sulla opportunità o meno di realizzare le vasche: "Fermo restando la vincolante prescrizione della commissione VIA di assumere il conseguimento della depurazione quale pregiudiziale alla messa in esercizio delle vasche, occorre chiedersi: è male minore che gli inquinanti che tutt'ora sono sversati illecitamente nella rete fluviale ed in particolare in concomitanza con le piogge, vengano dispersi su vaste superfici agricole e urbane o sulle delimitate e minimali superfici delle vasche? E' ovvio che l'ideale sia che gli inquinanti non finiscano affatto nella rete fluviale, ma nel mentre non si provvede a superare le cause che lo impediscono, ci si deve affidare al buon senso!” Ed ancora. “Per la gestione del rischio idraulico ci sono anche altre fondamentali azioni: la panificazione e progressiva attuazione della permeabilizzazione del territorio urbano da parte dei Comuni in modo da incrementare la capacità di infiltrazione delle acque e ridurre i picchi di piena. In tutti i comuni ci sono ancora tanti scarichi sversati senza essere depurati, ai Sindaci è demandato per legge il controllo”.

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