Primo Piano

Vaccino anticovid, 10mila dosi inoculate grazie a Confindustria ed alle aziende - anche solofrane -

(COMUNICATO STAMPA) Lo scorso marzo Confindustria nazionale ha avviato un’ indagine per individuare le imprese pronte a diventare “fabbriche di comunità” quindi idonee per ospitare siti vaccinali. Confindustria Avellino si è attivata prontamente ed ha iniziato a prendere i primi contatti con Maria Morgante, direttore generale dell’Asl, per conoscere le modalità operative di svolgimento della campagna vaccinale nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e per essere preparati ed organizzati non appena sarebbe stato possibile iniziare le vaccinazioni.

Solofra, c'era una volta l'acqua....

Pozzo Consolazione, Solofra
Anche ieri sera i cittadini della zona alta di Solofra, dopo essere ritornati a casa con alle spalle una giornata di lavoro, si sono ritrovati con i rubinetti "a secco". Ed anche una azione semplice, scontata, come farsi una doccia è diventata una impresa. Una novità? Assolutamente no.
Il fatto è che questa situazione va avanti ormai da due anni. Colpa dell'emergenza idrica da tetracloroetilene che ha investito il territorio di Solofra come pure la vicina Montoro. Fino ad ora le Istituzioni nella risposta a questa emergenza, a voler utilizzare un eufemismo, sono stati "impalpabili".  Dopo tanto penare è arrivato il piano di caratterizzazione che servirà però solo a capire da dove viene l'inquinamento, possibilmente cosa lo ha provocato e se è possibile, ed il budget lo consente, come si sta evolvendo sul territorio. Di bonifica però ancora non se ne parla. Nel frattempo l'acqua è poca. Il sistema Solofra è inutile girarci attorno è andato in crisi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso:  la chiusura dei pozzi, a disposizione delle aziende conciarie, dove pure sono stati rilevate concentrazioni di tetracloroetilene al di sopra del limite previsto per legge, che si è andata ad aggiungere alla chiusura del pozzo di Consolazione che alimentava l'acquedotto comunale. Il sindaco Michele Vignola, in consiglio comunale, rivendicò con forza la correttezza della decisione di dare l'acqua dell'acquedotto comunale anche alle concerie. Insomma acqua potabile utilizzata per mandare avanti la produzione. Con il tempo ci si è accorti però che le due realtà, uso civile ed uso industriale, non possono coesistere. Si è provato a ricorrere alla proverbiale "pezza a colori". l'Irno Service parlò di "manovre" sulla rete idrica per dei distacchi programmati della fornitura. Fu addirittura stilata una sorta di "mappa del disagio". I cittadini, però, si sono resi conto quasi subito che quegli orari e quelle zone non rispondevano alla realtà visto che l'acqua mancava anche quando avrebbe dovuto esserci. Ad oggi, 17 settembre 2015, la soluzione alla crisi idrica appare quantomai lontana. Il pozzo idrico in località Scorza ha davanti a sé una lunga strada da percorrere prima di diventare concretamente operativo e cominciare a pompare acqua nella rete idropotabile. I cittadini che hanno potuto hanno messo mano al portafoglio ed hanno dotato le proprie abitazioni di serbatoi per sopperire alla "improvvisa" mancanza di acqua.
Tribunale di Avellino
Per i pozzi industriali qualche azienda conciaria è riuscita ad ottenere il "placet" dalla magistratura per i filtri a carboni attivi che dovrebbero abbattere il carico di tetracloroetilene nell'acqua e liberare i pozzi ma si è lontani da una soluzione "erga omnes". La Provincia di Avellino, competente per materia, dovrebbe dare il via libera forte proprio della pronuncia della magistratura amministrativa. Ed invece "niente di nuovo sul fronte occidentale". Anche l'ipotesi di destinare il pozzo di Consolazione ad esclusivo uso industriale ed attivare il "ring" dell'Asi (peraltro mai entrato in funzione ed ancora da collaudare) per portare l'acqua alle aziende sembra essere avvolta dalla nebbia. A rendere più lenta ed incerta l'azione decisionale degli enti c'è, infine, è bene ricordarlo, l'azione della magistratura che su Solofra e sull'emergenza tetracloroetilene ha avviato una inchiesta per omissione in atti d’ufficio, concorso colposo in avvelenamento delle acque, discarica abusiva e violazioni del codice dell’Ambiente previsto dall’ex decreto Ronchi.

amazon